Un papà e un uomo di sport che ha costruito “qualcosa che vale”

Giorgio Barbieri, per la rubrica Fuorigioco, fa una recensione del libro "Qualcosa che vale", scritto da Andrea Sozzi. Racconta la storia di papà Giorgio, scomparso nel 2012 dopo "aver fatto diventare grande lo sport a Cremona". Con un'attenzione ai più fragili.

Difficile per un figlio scrivere un libro sul padre che non c’è più. Ancora più difficile scriverlo senza farsi travolgere dai sentimenti, senza farsi prendere la mano dalle emozioni. Andrea Sozzi, raccontando la storia di papà Giorgio nel libro “Qualcosa che vale” ci è riuscito. Anzi, ha fatto di più. Ha raccontato la storia di un uomo che ha fatto diventare grande lo sport a Cremona come una voce narrante, commovente al punto giusto ma senza mai cadere nella retorica. Il libro, da leggere a tutti i costi, lo trovate in edicola con il quotidiano La Provincia al prezzo di 8 euro e 60 centesimi.

Giorgio Sozzi, che se n’è andato nel 2012 a 72 anni dopo avere combattuto un male incurabile, è stato uno dei personaggi dello sport più importanti della nostra provincia. Lui, che da ragazzino frequentava le palestre di pugilato ma che non poteva combattere sul ring perché il padre non gli dava il permesso. Lui, che grazie ad alcuni amici si avvicinò a quella specialità affascinante che veniva dall’Oriente e che si chiamava judo. Lui, che nel 1959 entrò a far parte della prima squadra cremonese di questo sport, il Saigo Judo Club che si era appena spostato dalla Massarotti alla Spettacolo. Lui, che nel 1971 decise di fondare una sua squadra e la chiamò Kodokan in onore al maestro giapponese Jigoro Kano e aprì la palestra al Vecchio Passeggio nell’ex asilo Martini. Andrea racconta tutto questo senza avere ovviamente vissuto quei momenti. “Attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto – ci dice – ho scoperto un mondo a me ignoto ma incredibilmente suggestivo. Io sono nato nel 1976, il passato di Giorgio mi ha aiutato a capire tante cose”.

“La sua avventura – racconta Andrea – è proseguita fra momenti difficili e altri di grande euforia. Il Kodokan cominciava a vincere medaglie a livello agonistico e ad ospitare i più grandi maestri della disciplina. Mio padre scriveva sulle riviste specializzate e veniva invitato a parlare dei suoi metodi di allenamento. La sede passò dal’ex asilo Martini ad una palestra vicina alla chiesa di S.Ilario in via dei Mille, angusta e senza riscaldamento. Ma nel 1984 l’allora presidente della Provincia Renzo Rebecchi decise di assegnare al Kodokan tutti i locali dell’ex asilo Martini. E già prima della realizzazione della palestra di Via Corte mio padre ebbe l’idea di allargare lo sport del judo alla disabilità grazie ad un progetto di inclusione sociale che è diventato famoso in Italia ed in Europa”.
Fu proprio il Comune di Cremona, sindaco Zaffanella in testa insieme all’assessore allo sport Bettoni, a credere nel 1984 al progetto di Sozzi finanziandolo nell’ambito della iniziativa ‘Progetto giovani’. Lui si trovava a suo agio con i portatori di handicap, con i ragazzi difficili, con le persone che volevano recuperare un posto nella società. “Mio padre – continua Andrea – era figlio di comunisti ma frequentando gli ambiente degli oratori aveva cominciato a studiare gli scritti di don Mazzolari e don Milani, preti impegnati nel sociale. A livello politico aveva aderito alla Democrazia Cristiana di Fanfani, l’ala più vicina all’accordo con i socialisti. Il suo grande messaggio era quello di aiutare i meno fortunati attraverso lo sport. E quando prima di morire ha detto ‘La certezza è di aver speso il mio tempo per costruire qualcosa che vale. La speranza è di esserci in minima parte riuscito’ è il messaggio che ho voluto raccontare in questo libro”.
I suoi figli hanno portato avanti questa filosofia: insegnano judo e vincono a livello agonistico (il Kodokan festeggerà l’anno prossimo i 50 anni di vita), ma soprattutto non lasciano indietro gli ultimi. E Giorgio dal cielo sorride e applaude.

La squadra femminile di judo del Kodokan con il libro
© Cremona Si Può! | LAB 2021, All rights reserved