Un imprenditore, un alpino, una giovane insegnante. I volontari di #cremonaiuta: “Non potevamo non fare la nostra parte”

L'Intruso parla con 3 dei tanti volontari di #cremonaiuta che ogni giorno, con guanti e mascherine, portano la spesa, i pasti, i farmaci a domicilio. E regalano una parola di conforto.

Un piccolo esercito di volontari si muove ogni giorno indossando pettorine bianche, gialle o di altri colori. Sono le persone di tutte le età e di ogni provenienza che, singolarmente o attraverso le loro associazioni, hanno aderito a ‘Cremonaiuta’, l’iniziativa del Comune, coordinata dalla protezione civile e dai servizi sociali, per dare una mano a chi il coronavirus ha reso ancora più fragile e indifeso. Rigorosamente con mascherina e guanti perché tutto si svolga nella massima sicurezza, fanno la spesa a domicilio, portano pasti caldi, recapitano farmaci. E regalano una parola di conforto.

Peppe Gramuglia,  52 anni, imprenditore, è uno di loro. “Il Lions Club Torrazzo, di cui faccio parte, ha partecipato da subito a questa campagna di solidarietà, voleva sporcarsi le mani. E anch’io ho aderito senza esitazioni. Sono fatto così, la mia vita è aiutare gli altri”. Non è l’unico in casa. “Quando ho accettato l’idea, ho scritto sulla chat di famiglia se c’era qualcun altro che se la sentiva. Mattia, 23 anni, il mio figlio più grande, mi ha risposto: papà, vengo io”. Peppe è un membro della cabina di regia che, nell’ambito di ‘Cremonaiuta’, organizza il lavoro di varie onlus. In tutto, compresi i singoli, 80 volontari. “Una giornata tipo? Quella di sabato scorso: abbiamo portato la spesa a 22 famiglie e i farmaci a 5 persone, di cui una contagiata in quarantena”. La maggioranza dei cittadini raggiunti si trovano in situazioni di difficoltà e, in quei casi, è il Comune a pagare. “Il costo di un pacco alimentare si aggira intorno ai 50-60 euro che diventano 75 se il nucleo familiare è più numeroso. La spesa la facciamo noi. Si tratta di generi di prima necessità, latte, pasta, sugo, pomodori, patate. Integrati con prodotti, dolci o altro, in scadenza ma perfettamente commestibili messi a disposizione da un supermercato”. Generalmente la consegna avviene ogni due settimane. “Mi ricordo di quella volta: un signore, sui 75 anni e con la pensione minima, mi ha chiesto se c’era il suo pacco. No, perché il suo nome non era nell’elenco dei beneficiari. Ma sapevo che il giorno dopo sarebbe stato inserito e che, con la spesa, gli avrei portato il sorriso”.

E’ in prima linea anche Fabrizio Cavanus, 49 anni, commerciante, bresciano, da tempo trasferitosi in città. “Faccio parte del Gruppo sportivo degli alpini di Cremona: non potevamo non esserci”. Con altre 14 ‘penne nere’ fa avere la spesa e le medicine a chi non può uscire. “Veniamo chiamati la sera prima per il mattino dopo, cominciamo alle 8.30 e finiamo alle 20. Siamo organizzati in squadre. A metà giro, facciamo il punto per vedere quale squadra è più avanti e quale più indietro. Quando arriviamo e suoniamo il campanello, si affaccia tutto il quartiere. Da qualche tempo stiamo distribuendo anche le mascherine, ne recapitiamo 400 circa al giorno. In prevalenza i destinatari sono anziani, ma non solo: nella lista c’era anche un signore del 1954”. Aveva qualche capello bianco in più il protagonista dell’incontro che l’alpino non potrà mai dimenticare. “Abbiamo fornito anche a lui le mascherine. Aveva combattuto nella Seconda guerra mondiale. Diceva che quella del coronavirus è una situazione brutta, molto brutta, ma, con le lacrime agli occhi, che lo era anche là, in Russia. E’ stato lui a infondere coraggio a noi”. C’è un’altra immagine che porterà per sempre con sé. “In un cimitero fuori città ho visto una stanza piena di sacchi neri: erano le vittime del virus, i loro cari non avevano potuto salutarli. Una scena che mi ha toccato molto”. Ma è già tempo di ripartire. “E’ un cosa entusiasmante, dare una mano agli altri significa anche ritrovare e ascoltare se stessi. Non ho avuto dubbi a mettermi a disposizione, nemmeno davanti al rischio contagio. Noi alpini siamo gente che non si tira mai indietro”.

E poi c’è Mara Benigni, insegnante di sostegno alla scuola primaria Manzoni, 25 anni, una delle più giovani dell’esercito di volontari. Fa parte dell’associazione ‘Drum bun’, che organizza una specie di grest per i ragazzi in Romania e Albania, specialmente in villaggi poveri. Quasi si schermisce: “La didattica a distanza mi lascia molto tempo per fare la mia parte”. Ha cominciato come centralinista di ‘Cremonaiuta’. “Dovevamo chiamare le persone in elenco per informarle che avevano diritto al buono-spesa. ‘Grazie’, ‘prego’: all’inizio sembravamo un call center con le solite frasi gentili ma un po’ di circostanza. Poi, davanti alla contentezza dei beneficiari per quella notizia, è nato un dialogo. E’ stata un’esperienza molto bella”. Ora Mara ne sta facendo un’altra. “Mi sono state affidate due signore che non si possono muovere perché l’una è anziana e l’altra, più giovane, sta poco bene: ogni settimana porto la spesa, a loro carico, a domicilio”. Funziona così: “Il martedì le contatto per sapere di cosa hanno bisogno. Mi reco al supermercato e provvedo. Mi viene da sorridere perché sono golose di dolci, patatine, bibite. Poi recapito il tutto. La meno anziana mi apre la porta e lascio i sacchetti sullo zerbino mentre entro nella casa dell’altra per sistemare il cibo nel frigorifero. Vivono da sole, hanno entrambe bisogno di compagnia”. Tra le tre si è creato un rapporto di fiducia, forse anche di amicizia. “La donna con problemi di deambulazione, la seconda volta che sono andata da lei, mi ha detto: signorina, dal momento che mi domanda sempre come va, ora le faccio io una richiesta: possiamo darci del tu?”.

#cremonaiuta in numeri

Sono complessivamente 511 i volontari che, coordinati ed unitamente ai dipendenti comunali, intervengono quotidianamente per rispondere a bisogni ma soprattutto per mantenere ed intessere relazioni.

Per chi volesse sostenere l’iniziativa CremonAiuta ed in particolare contribuire ad incrementare le risorse a sostegno delle persone in difficoltà, è possibile donare attraverso un apposito conto corrente del Banco PM Cremona, intestato al Comune di Cremona, IBAN: IT32 E 05034 11401 000000191919.

Partecipano attivamente a CremonAiuta: AUSER Cremona, Associazione Amici di Robi, AVAL/Acli Cremona, ARCI Cremona, Associazione Amici di Gianni e Massimiliano, Associazione La Città dell’Uomo, Scout CNGEI, Circolo Arcipelago, Lyons Club, Circolo Atlante, Associazione Latinaoamericana, Associazione No Spreco, Associazione Alpini Cremona, Coop. Varietà / Civico 81, Triathlon Team, Associazione Dal Naso al Cuore, Associazione Drum Bun, Associazione La Speranza, CSV Sud Lombardia, Forum Provinciale Terzo Settore Cremona, Croce Rossa Comitato di Cremona, UNITALSI, CARITAS Diocesana e Conferenza San Vincenzo.

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