Tutta la bellezza e l’umanità della Cremona minore nel libro di Roberto Fiorentini

Il 'Viaggio sentimentale nella Cremona dei desideri' (Cremonabooks) di Roberto Fiorentini, 40 anni di professione giornalistica, tre lauree, una solida formazione storica e musicale, è diventato un piccolo caso editoriale.

Dopo la presentazione a luglio nel cortile del Museo del Violino, è stato un susseguirsi di incontri e conferenze. Dalla Fiera del libro alla libreria il Convegno. E altri appuntamenti sono in programma: venerdì 12 novembre allo Studiolo di via Beltrami; domenica 21 a Villa Medici del Vascello di san Giovanni in Croce; poi, probabilmente, alla Feltrinelli. Per non parlare della varie recensioni. Il ‘Viaggio sentimentale nella Cremona dei desideri’ (Cremonabooks), di Roberto Fiorentini, 40 anni di professione giornalistica, tre lauree, una solida formazione storica e musicale, è diventato un piccolo caso editoriale. “Sono arrivate richieste anche da oltre le mura cittadine, da Parma piuttosto che Piacenza. Il ‘Viaggio’ è stato messo in vendita pure a Mantova, durante il Festival della letteratura”, dice Fiorentini.
Come avverte l’autore, le sue 160 pagine non sono e non vogliono essere un volume di storia dell’arte né un’analisi delle tradizione locali, e nemmeno una guida turistica. Ma un atto d’amore verso Cremona affidato a “un’infinita processione di uomini e donne semplici, di personaggi più o meno conosciuti”. Raccontati “in tono minore, che non è sinonimo di inferiorità. Al contrario, è cifra esistenziale di questa città”. La sua città, dove torna da ogni sera. Accanto ai volti di ieri e di oggi, una carrellata di angoli e pietre davanti ai quali può capitare di passare ogni giorno trascurando o ignorando il patrimonio di bellezza, spesso nascosto, che portano impresso. Un itinerario affettivo che si snoda attraverso dieci tappe. Cominciando dall’incrocio tra via Ettore Sacchi e via Tibaldi, il quartiere dove nelle domeniche di una volta “usciva ininterrotto il suono gracchiante delle vecchie radio. Nell’aria si mescolava all’odore del minestrone quello del brodo di pollo”. Il capitolo successivo è dedicato alla Madonnina tra via Giordano e via del Sale. Poi il palazzo che un tempo ospitava il cinema Padus, e così via. Accanto ai luoghi, le persone in carne e ossa, come Bruno, il gestore storico del Wish pub, arrivato in via Aselli dopo gli anni trascorsi nella Legione straniera. O Isacco, di professione straccivendolo, con il suo magazzino dietro le mura dei Bastioni. Da qui, sul filo della nostalgia, a via Palio dell’Oca, “in una casetta rimasta pressoché intatta dove viveva e lavorava forse l’unico vero peracottaio di Cremona”. Mattone dopo mattone, di ricordo in ricordo, il diario si conclude davanti alla porta murata del ‘voltone’, come viene comunemente chiamato l’arco accanto al Duomo, oltre la quale nel passato c’era la mensa per i poveri. “Cremona resti fedele ai suoi grandi valori – è l’augurio di Fiorentini -. Le generazioni future portino avanti quello che i suoi abitanti di un tempo hanno lasciato come eredità e che trova la sintesi in un’unica parola: umanità”.
Il volume è passato di mano in mano. “All’inizio non me l’aspettavo – si schermisce Fiorentini -. Ciò che mi ha fatto più piacere è il riscontro da parte dei parenti di alcuni dei personaggi che vengono citati. Come un familiare del peracottatio: ha letto il ‘Viaggio’, è stato contento e a sua volta ha promosso il libro. Mi capita di incontrare gente per strada che mi ringrazia per essersi riconosciuta nelle mie pagine o per aver scritto delle suore con i cappelloni oppure di Isacco, dove un po’ tutti andavamo a farci aggiustare la catena della bicicletta. Un altro esempio è il sagrestano della chiesa di san Pietro che mi ha detto grazie per aver valorizzato un dipinto custodito in quella chiesa”. Non è eccessivo, al di là del numero di copie vendute, parlare di successo editoriale. “Credo che il segreto sia stato arrivare al cuore delle persone e far sentire importante la Cremona minore, quella parte, quei frammenti della città che solitamente non rientrano nelle cronache ufficiali”. Altre presentazioni sono in calendario. “E’ stata molto suggestiva quella alla Fiera del libro, ci andavo sin da piccolo, era un’occasione per leggere e scrivere”. Fiorentini, infaticabile, si prepara a dare alle stampe un nuovo testo: ‘Il violino di Spagnoletto’, sempre per Cremonabooks. “Si tratta di un racconto storico ambientato nel mondo della liuteria cremonese, quella dell’ultimo periodo del 1700”. L’ideale per una strenna di Natale.

© Cremona Si Può! | LAB 2021, All rights reserved