The good boy, il titolo italiano conquistato nel palazzetto vuoto e la “fame” di Cremo

Giorgio Barbieri ha intervistato Nicholas Esposito, cremonese del Cambonino, classe 1994, campione italiano di pugilato Pesi Welter.

“Non vedo l’ora di poter tornare con i miei amici in curva Sud a tifare Cremonese”. Così Nicholas Esposito, cremonese del Cambonino, classe 1994, pochi giorni dopo avere conquistato il titolo italiano di pugilato Pesi Welter all’Allianz Cloud di Milano. Gli amici della curva grigiorossa che lo hanno aspettato sotto casa al suo rientro a casa (adesso abita a Bonemerse) per dare il via ad una incredibile
festa, fumogeni compresi.
“E’ stata una lunga battaglia sul ring – racconta Nicholas, che ha il soprannome di ‘The good boy’ – contro il detentore del titolo, un pugile esperto e grande incassatore. Tobia Loriga è stato un avversario durissimo, la mia è stata una vittoria ai punti dopo dieci riprese combattutissime. Una vittoria meritata, decretata all’unanimità dagli arbitri. La quattordicesima su 14 incontri disputati. In quel momento ho provato emozioni fortissime, è come se fossi atterrato sulla Luna. Adesso devo pensare a difendere questo titolo e posso cominciare a pensare ad una scalata europea”.
Ma come è nata la passione per il pugilato? “Come tutti i ragazzi ho iniziato a giocare a calcio. Ero un giocatore della Sported Maris quando ho avuto un grave incidente di gioco. Mi sono rotto tibia, perone e malleolo. Tre mesi di carrozzina, un recupero difficile. Non avevo più voglia di fare sport, ero demoralizzato. Mio padre, che era stato pugile da giovane, mi ha invitato a provare con il pugilato ed ho cominciato ad andare in palestra alla Spettacolo. Sotto la guida di Cesare Castellani e grazie ai consigli di mio fratello Mattia sono diventato un pugile. Ho cambiato più palestre, da San Donato Milanese a Bologna. Adesso io e la mia famiglia, il team ha il nostro cognome, ci alleniamo nella palestra di via Gaspare Pedone a Cremona”.
Il tuo peso sulla bilancia di Milano? “76 chilogrammi e 670 grammi. Per il momento non ho intenzione di cambiare categoria”.
E’ vero che il pugilato è uno sport povero? “Beh, rispetto al calcio certamente sì. Ma io non mi posso lamentare, ho sempre guadagnato bene, anche grazie agli sponsor che mi sostengono. Adesso la borsa per il titolo italiano economicamente è importante. Il titolo poi apre tante altre porte”.
Con il covid è stato difficile allenarsi? “Il primo mese, quello del lockdown totale certamente sì. Poi però non ho più avuto problemi ad andare in palestra. Certo, essere sul ring senza avere il sostegno del pubblico non è il massimo per un atleta. Conquistare il titolo italiano in un palazzetto vuoto è davvero triste”.
Chiudiamo con la Cremonese. “Certo. Spero che rimanga in serie B e chiedo ai giocatori di metterci sempre fame e voglia ogni volta che vanno in campo. La stessa fame che mi ha portato a vincere il titolo italiano”.

La conquista del titolo italiano di Nicholas Esposito
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