Solidarietà e shopping al This Ability USC Store di via Solferino. Monica: “Mi piace stare in mezzo alla gente. Questo è il lavoro che voglio fare”

Monica Monfredini, 24 anni, indossa la mascherina, com'è giusto che sia, ma i suoi occhi sorridono diffondendo una corrente naturale di simpatia travolgente. Fa parte del gruppo di persone con disabilità che si alternano nel Thisability USC Store, il negozio inclusivo di via Solferino.
Ha appena finito di servire un cliente, uno dei tanti in questa caotica mattinata prenatalizia. “Eccomi, dove ci mettiamo?”. Monica Monfredini, 24 anni, indossa la mascherina, com’è giusto che sia, ma i suoi occhi sorridono diffondendo una corrente naturale di simpatia travolgente. Fa parte del gruppo di persone con disabilità che si alternano nel Thisability USC Store, il negozio inclusivo di via Solferino.
Inaugurate poco più di un anno fa e trasferitesi nell’agosto scorso dal civico 16 al 36, dove gli spazi sono più ampi, le grandi vetrine sono ormai diventate un punto fisso della vita della città. Un crocevia della solidarietà ma anche dello shopping. Il progetto, frutto della partnership tra la Cremonese e la cooperativa sociale Il Cerchio, si avvale della collaborazione della cooperativa Ventaglio Blu e dell’Anffas, oltre che del generoso sostegno economico di alcuni imprenditori e sponsor locali. Obiettivo: valorizzare la persona con disabilità e farla diventare una risorsa per la comunità. Al centro dell’avventura Monica e i suoi amici. Lei, Monica, si muove con sicurezza tra i ripiani con le maglie, le felpe e le sciarpe, tutte rigorosamente grigiorosse.
Ci sono le commesse e ci sono i ragazzi e le ragazze di Thisability, apprezzata organizzazione no profit. Ognuno di loro è sempre accompagnato da un educatore o, come in questo caso, un volontario. Stavolta c’è Sara, che quasi si mette in disparte: “Siamo solo un supporto, fanno tutto loro”. “Oltre che occuparmi dei clienti, preparo le borsine, metto i bollini sulle taglie dei pantaloni e degli altri capi di abbigliamento, confeziono i pacchetti: il fiocco ha i colori della Cremonese. Oggi la pinzatrice è rotta e dobbiamo usare lo scotch. C’è sempre qualcosa da fare”, dice Monica. La sua è una settimana intensa, trascorsa tra il lavoro di segreteria in un centro medico (“Fisso gli appuntamenti, rispondo al telefono, archivio il materiale”) e la piscina comunale. Sì, perché Monica è una campionessa di nuoto. E’ precisa: “Ci vado il lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio. Milito in una squadra agonistica, i Delfini di Cremona, presieduta da Giuseppe Bresciani, e abbiamo i nostri allenatori. Mi trovo a mio agio in tutti gli stili, ma preferisco la rana”. Enumera le altre attività. “Facciamo servizio di ospitalità allo Zini e al PalaRadi quando gioca la Vanoli, aiutiamo in qualche bar. Il martedì mattina siamo a Campagna amica, sotto i portici del Consorzio agrario. A volte veniamo chiamati ai matrimoni, anche fuori città, siamo stati a Codogno e Casalmaggiore. Abbiamo anche partecipato alla Maratonina e ci hanno premiato”.
In centro Monica e le altre persone con disabilità coinvolte in questa sfida ci sono arrivate preparate. “Abbiamo seguito un corso, tenuto da una pedagogista, sull’accoglienza, cosa dire e cosa non dire, e sulla sicurezza”. Sara conferma: “In questo modo i ragazzi sanno come rispondere correttamente alle domande di coloro che incontrano”. Monica non è alla sua prima esperienza tra gli scaffali. “Da piccola andavo a dare una mano in un’erboristeria di via Mercatello”.
In via Solferino si reca il sabato mattina per un turno di due ore. “E’ un’esperienza bellissima, come bello è stato il momento dell’apertura. C’erano un sacco di persone, compresi alcuni giocatori della Cremonese, che riempivano la via. Mi sembra proprio che la città stia rispondendo bene”. Come detto, lo store si è spostato di pochi metri. “Là eravamo stretti, poteva entrare solo un cliente alla volta. Qui, invece, un massimo di tre”. Santa Lucia è alle porte, il Natale dietro l’angolo. “C’è sempre pieno. Ma a fine turno no, non sono stanca. Per me questo servizio non è impegnativo perché lo svolgo sempre con serenità”. Sara vorrebbe abbracciarla. Entra un padre in cerca di una felpa particolare per il figlio. Monica, accompagnata dal suo angelo custode, gli si fa incontro. “Scusate, ma tocca a me”. Si muove professionalmente, come una commessa esperta. Si gira per un attimo: “Mi piace stare in mezzo alla gente. E’ questo il lavoro che desidererei fare nella mia vita”. Poi saluta con la mano e la luce dei suoi occhi.
Sara e Monica al This Ability USC Store di via Solferino
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