Simone che insegna l’arte anche su YouTube: “I giovani? Se capiscono che a muoverti è la passione, anche loro si appassionano”

L'Intruso Gilberto Bazoli ha intervistato un insegnante cremonese, Simone Biazzi, 39 anni, che ha creato un canale You Tube "DidArt" per insegnare la storia dell'arte. In primis agli studenti e poi chissà...
Quante cose inutili passano e svaniscono sul web, ma anche quante restano e lasciano un segno, piccole perle ancora più preziose in tempi come questi. Una è ‘DidArt’ (dove Did sta per didattica), il canale Youtube su cui un giovane insegnante cremonese, Simone Biazzi, 39 anni, racconta, con semplicità e competenza, la storia dell’arte, le sue correnti e le sue dinamiche, i maestri di ieri e di oggi, le loro connessioni e i loro capolavori.
Premessa: “Per il grande pubblico ci sono i nomi famosi, non c’è bisogno di me. Mi piace dire la mia senza pretese particolari”. Laurea all’Università di Parma, Biazzi insegna Storia dell’arte in due licei di Brescia, il classico Arici e l’artistico Foppa. In tutto 23 ore. Non è stato facile, anche per lui, ottenere una cattedra. “La chiamata non arrivava mai. La situazione si è sbloccata nel 2015 quando ho partecipato a un concorso per l’abilitazione e superato una selezione durissima che metteva a disposizione una ventina di posti in tutta la Lombardia. Subito dopo sono stato contattato da quei due istituti paritari a cui avevo inviato il curriculum”. Il periodo precedente, come per molti suoi colleghi, è stato caratterizzato da anni di precariato che però non l’hanno spaventato perché il suo obiettivo era chiaro: “Ho sempre avuto il chiodo fisso di insegnare la storia dell’arte. Mi sono avvicinato ad essa molto presto, da quando ho cominciato a visitare le mostre. Non ricordo la prima, mentre ricordo la mia prima recensione, quella nel 2007 dedicata a Goya, uscita sul ‘Grande fiume’, una bellissima rivista”. Un’altra esperienza importante è stata “quella sul campo”, il tirocinio al liceo Manin, accanto al professor Rodolfo Bona, “una figura carismatica”. Diventato lui stesso insegnante a tutti gli effetti, la scoperta: “Spesso sui giovani si sentono giudizi negativi e critiche, ad esempio, sul loro uso smodato del telefonino. In realtà, ho trovato ragazzi curiosi, più di quanto mi aspettavo, che desiderano imparare. Se capiscono che a muoverti è la passione, anche loro si appassionano”. E regalano soddisfazioni: “Alcuni miei studenti, invece di iscriversi a facoltà più gettonate come medicina o ingegneria, hanno scelto quelle sulla storia dell’arte”.
E’ stata la voglia di trasmettere anche sui social, oltre che in classe, il suo amore per i grandi della pittura che ha portato, da poche settimane, Simone su Youtube. “Il Covid e la didattica a distanza ci hanno spinto a ricorrere molto ai video. Mi sono impratichito ancora di più con il web e il resto è venuto da sé”. Le location sono il suo appartamento di Brescia o la sua casa di Cicognolo, dov’è nato e torna periodicamente. Si siede davanti alla telecamera e tiene la lezione. Al montaggio ci pensa un suo ex studente, Lorenzo Bonomi, “una persona d’oro, un mago degli strumenti multimediali”. I corsi on line sono ben curati, professionali, accattivanti. E comprensibili da tutti, non solo dagli addetti ai lavori. Accanto al relatore compaiono in sequenza le opere di cui si sviscerano la tecnica, i particolari, i segreti, ciò che vediamo ma anche ciò che sta dietro e può sfuggire a occhi inesperti. “All’inizio andavo a braccio, poi ho notato che preparare una scaletta aiuta ad essere più efficaci”.
Sinora i video pubblicati, la cui durata non supera i venti minuti, sono tre. Il primo ruota intorno a una domanda da far tremare i polsi: ‘Cos’è l’arte?’. “Rispondere è complicatissimo, quasi come definire il senso della vita – dice Simone -. L’arte è un importante tassello incastrato in quell’immenso mosaico che è l’infinita ricerca della verità più profonda dell’esistenza. Il tentativo di definire l’arte è come limitare un oceano senza confini”. La seconda puntata è dedicata a Raffaello e alla ‘Trasfigurazione’ di Cristo sul monte Tabor, il suo ultimo capolavoro. “Quando il corpo di Raffaello venne trasportato al Pantheon, dov’è sepolto, aveva accanto quel quadro”. Biazzi cita Picasso: “Leonardo ci promette il paradiso. Raffaello, semplicemente, ce lo dà”. La terza e, sinora, ultima lezione on line è su Bill Viola, il genio della videoarte. L’alternanza tra un grande di ieri e uno di oggi non è casuale. “L’arte contemporanea, così bizzarra, a volte non apprezzata, può dialogare con la grande tradizione”. E’ con questa convinzione che l’insegnante ha già preparato i prossimi video, in pubblicazione ogni due settimane circa: uno su ‘The key in the hand’ (La chiave nella mano), l’installazione del giapponese Chiharu Shiota esposta alla Biennale del 2015, l’altro su Caravaggio. “Non mi paragono certo ai grandi critici, non ho aspettative. Il mio scopo, ripeto, è condividere con questi filmati la mia passione. A me interessa arrivare ai miei allievi ed ex allievi, sarebbe già un piccolo successo così. Sono soddisfatto per i molti messaggi che ho ricevuto, non solo da studenti”.
Non avesse coronato il sogno di diventare un insegnante innamorato del suo lavoro, Simone sarebbe stato un bravo giornalista. Per anni è stato corrispondente della ‘Provincia’, uno dei più affidabili. “Un’esperienza indimenticabile, che mi è servita molto. Soprattutto per focalizzare una questione, andarne al nocciolo, al cuore”. Come faceva quando doveva scrivere un articolo e fa ora parlando, per una manciata di minuti davanti alla telecamera, di verità e bellezza.
Simone Biazzi e Lorenzo Bonomi, addetto al montaggio
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