Sabato sera? C’è l’happy hour didattico on-line: il progetto dell’insegnante cremonese al liceo di Codogno

Isabella Ferrari Aggradi, cremonese, 53 anni, è insegnante di inglese al liceo di Codogno. E' sua l'idea dell'aperitivo didattico digitale, un modo, un gesto, nel segno della leggerezza e nel ricordo della quotidianità perduta, per rendere più sopportabile la fatica di non poter stare insieme a scuola.
L’appuntamento è il sabato sera, come quando prima ci si poteva ritrovare in piazza o al bar. Ma il contorno è lo stesso: bicchieri, patatine, qualche tartina, Coca-Cola, acqua minerale. No, niente alcolici. “Ci sono i minorenni”. I ragazzi accendono il computer da casa, poi si collegano con i compagni e i professori. Si può portare chi si vuole, a partire dai familiari. L’unica regola è usare un solo schermo. A volte viene invitato un personaggio famoso tra gli under 18 e allora sì che la festa è completa. Lo hanno chiamato aperitivo didattico digitale, un modo, un gesto, nel segno della leggerezza e nel ricordo della quotidianità perduta, per rendere più sopportabile la fatica di non poter stare insieme a scuola.
L’idea è venuta a Isabella Ferrari Aggradi, cremonese, 53 anni, insegnante di inglese al liceo scientifico e classico di Codogno, il paese dove il Covid ha cominciato a cambiare il nostro mondo. “Durante un consiglio di classe uno studente della terza classico ha fatto presente la pesante situazione psicologica che lui e i suoi amici stavano vivendo a causa del lockdown”, spiega Ferrari Aggradi. La preside, Valentina Gambarini, è rimasta colpita da quelle parole e ha detto: “Bisogna chiedere alla Ferrari di inventarsi qualcosa”. E così è nato l’aperitivo. “Siamo partiti prima di Natale. Si svolge tutto sulla stessa piattaforma dove teniamo i corsi a distanza. Sono intervenuti una cinquantina di ragazzi. Si sono collegate anche la preside, che non è mai mancata, e, oltre a me, le mie colleghe: Maria Antonietta Bullà (matematica e fisica), e Annarosa Dotella (scienze), che sta per andare in pensione. Abbiamo ripetuto l’incontro per 5-6 volte, durante il primo si è discusso di quando eravamo giovani noi”. Si parla in libertà, tra aneddoti, battute, scherzi. “I ragazzi erano contenti, si divertivano”. La cerchia dei presenti si è allargata. “E’ scattato il passaparola, sono arrivati fratelli, madri, padri, amici. Senza problemi. Qualcuno ha acceso anche le luci psichedeliche. La scuola non è fatta solo di libri e interrogazioni, studiare e imparare, ma anche di rapporti, relazioni, vicinanza. Quella socialità che il coronavirus e la Dad hanno cancellato. La scuola ha un potere taumaturgico, ho capito che si deve partire da lì. Senza dimenticare che ognuno di noi in questi mesi ha perso qualcuno – io, una zia – e che qui a Codogno non c’è famiglia che non sia stata colpita da un lutto. Stare insieme lenisce le ferite”. La professoressa cremonese, appassionata di cinema, che da 15 anni fa la spola tra Annicco, dove abita, e Codogno, sorride: “Diciamo che l’happy hour didattico on line è un modo per tenere alto il morale delle truppe”.
L’inventiva non le manca: per rendere ancora più interessante il momento di convivialità virtuale si è pensato di chiamare un ospite, meglio ancora se un nome conosciuto e amato dai giovani. “Una volta ha partecipato l’addetto stampa della ministra all’Istruzione Lucia Azzolina, poi avrebbe dovuto intervenire lei in persona, ma non ce ‘ha fatta. Il sabato successivo era presente l’ex prof di filosofia Gianni D’Amo, una figura carismatica”. D’Amo è tra i fondatori dei Quaderni Piacentini, la rivista simbolo del ’68. “Poi ha accettato la nostra proposta Frankie hi-nrg: è stato bravissimo ed è riuscito a catturare l’attenzione dei ragazzi chiedendo quali sono i loro sogni, i loro progetti. Un momento davvero gradevole”.
L’aperitivo avrebbe dovuto terminare dopo le feste natalizie, con la ripresa delle lezioni in presenza. Ma la Lombardia è diventata nuovamente zona rossa e le scuole sono ancora chiuse. “Così, in attesa degli sviluppi della situazione e dei prossimi Dpcm, stiamo valutando se replicare l’iniziativa. Comunque, abbiamo già invitato i Ferragnez, Chiara Ferragni e Fedez, e Ghali, un rapper che piace molto ai giovani, ma non abbiamo avuto ancora una risposta”. E’ giusto, seppure nella lontananza, divertirsi e sorridere per qualche istante, ma anche non dimenticare il dolore dilagato nel 2020 e lasciato in eredità al 2021. Riflettere per aprirsi. Del resto, come si potrebbe scordare ciò che è accaduto e sta accadendo? E così al liceo di Codogno hanno avuto un’altra idea: un momento di approfondimento con Elena Pagliarini, l’infermiera della foto-icona della pandemia; Francesca Mangiatordi, il medico del pronto soccorso che ha scattato quell’immagine; Annalisa Malara, l’anestesista che ha scoperto il virus nel paziente numero uno; Claudia Balotta, l’infettivologa che ha identificato il ceppo italiano del coronavirus. E Mattia Guarneri, il più giovane, con i suoi 19 anni, ad essere intubato in terapia intensiva per il Covid. “Se sarà possibile, il confronto, previsto per fine febbraio ma che potrebbe slittare a marzo, verrà organizzato in presenza. Altrimenti, pure stavolta, sarà on line”. Anche se per quel giorno insegnanti e studenti sperano di essere tornati finalmente in classe e di poter celebrare il rito dell’aperitivo del sabato sera faccia a faccia, in sicurezza ma vicini, come un tempo.
L’aperitivo didattico digitale
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