Nel Parco del Morbasco un sentiero lungo la ferrovia che ora lascia a bocca aperta

Carlo Capurso, storico portabandiera degli ambientalisti, portavoce del WWW Cremona, ha ripulito e trasformato in un comodo percorso pedonale un angolo del Parco del Morbasco.

Un paradiso incontaminato poco conosciuto e affascinante che fa parte del Parco naturale del Morbasco, a poche centinaia di metri dal centro storico. Nell’angolo più remoto spuntano i binari di una ferrovia abbandonata, quella che congiungeva l’Ocrim all’antico porto, sino a poco tempo fa inaccessibili perché invasi da piante di ogni tipo e rovi ma ora ripuliti e trasformati in un comodo percorso pedonale immerso nel silenzio. “Quando, la settimana scorsa, è venuto il sindaco, è rimasto a bocca aperta davanti a questo spettacolo”, dice Carlo Capurso, storico portabandiera degli ambientalisti, portavoce del WWW Cremona di cui è stato a lungo presidente, naturalista, fotografo e giornalista pubblicista. E’ questo gentiluomo che sembra non invecchiare mai l’artefice del ‘miracolo’ .

Capurso è di casa in questo polmone verde, difeso, protetto e adottato dagli ecologisti sin dagli anni Ottanta. Fa da guida, con passo sicuro e sin troppo veloce, nel ‘viaggio’. Dove finisce il Parco Trebbia, comincia, come indicano le colonnine in cemento, il Parco del Morbasco. “Nel periodo marzo-aprile è un concerto di suoni: uno studente ha registrato 14 canti di uccelli diversi. Qui era pieno, e ancora in parte lo è, di germani, gallinelle, soprattutto gazze e cornacchie”.
Costeggiando il canale ci si addentra nella zona più selvaggia e suggestiva. Un bosco “dove il Parco ha conservato maggiormente il suo aspetto originario, la sua identità”. Dopo una piccola pendenza, la scoperta: ecco la vecchia ferrovia da tempo in disuso che corre parallela alla Cremona-Fidenza, poco più in alto, ancora funzionante. E’ qui che Capurso, armato di guanti, rastrello, forbici da giardiniere, zappa, seghetto “e – sorride – olio di gomito, quello non mancava”, è venuto per tre mesi, da marzo a maggio scorsi. Gli tenevano compagnia i leprotti. “Una mia amica ne ha contati 92. I binari e le traversine versavano in condizioni a dir poco indecenti, ricoperti da rovi, robinie, piante infestanti, di tutto di più. Ho ripulito anche accanto ai binari, togliendo nutrie e topi morti. Mi è venuta l’idea di fare tutto questo e l’ho fatto”.

Quasi ogni giorno, con pazienza, per un tratto di mezzo chilometro. Mancano ancora i duecento metri per arrivare al passaggio a livello di via Ghinaglia. “Ma più in là non sono andato perché lungo l’ultima porzione di ferrovia ci sono alberi e rami che da solo non posso rimuovere. Ci vorrebbe un intervento pubblico”. Ora i binari della vecchia linea, liberati e riportati letteralmente alla luce, hanno cambiato volto e sono diventati un vero e proprio sentiero. La stessa operazione di ripulitura Capurso, sempre con la forza della sua volontà e delle sue braccia, ha condotto in un altro angolo vicino del Parco, quello che costeggia il muro perimetrale dell’Ocrim e il collettore delle acque nere, sino a una cancellata arrugginita installata dall’azienda per ragioni di sicurezza ma che ora, con le telecamere intorno, non avrebbe più motivo d’essere.
“Chiedo al Comune di ricavare, nei due punti rimessi a nuovo, posando un strato di graniglia o pietrisco, altrettante piste pedonali. E di ripristinare la zona umida, che sino a una decina d’anni fa c’era e che sarebbe il fiore all’occhiello del Parco. Questa zona una volta vantava anche la presenza di numerosi uccelli insettivori, tra i quali la cinciallegra, il fringuello, il pettirosso, il cardellino e altre specie, che trovano sicuro rifugio in una fitta e rigogliosa vegetazione palustre. Non c’è bisogno di progetti ciclopici, né particolarmente dispendiosi. L’ho detto al sindaco: ho fatto questo con i miei modesti mezzi, il Comune, con un costo modesto, potrebbe fare molto di più”.

Nello stesso senso andava la lettera inviata, nel marzo 2019, all’Amministrazione municipale dal presidente del WWW Cremona, Nino Riboni. Il Comune ha realizzato alcuni interventi nel Parco e, a maggio, gli assessori Simona Pasquali e Rodolfo Bona, con i tecnici, hanno compiuto un sopralluogo. Seguito, pochi giorni fa, dalla visita del sindaco. “L’ho invitato e ha accettato di buon grado – riprende Capurso -. L’ho accompagnato lungo l’intero percorso. Quando ha visto i binari, i leprotti e la natura circostante e’ rimasto incantato. ‘Siamo ad Hyde Park?’, ha commentato. Invece siamo a due passi dal Torrazzo”. Ora, grazie al decano degli ecologisti protagonista di tante battaglie mai urlate in difesa della natura, l’Hyde Park cremonese è aperto a tutti.

Carlo Capurso sul sentiero ripulito
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