Nuovo ospedale dentro ad un rilancio del sistema sanitario: potenziare personale e medici di base e ripensare il servizio socio-sanitario

Stamattina il Sindaco ha incontrato il Dg dell’Asst Rossi sul tema della sanità. Nuovo ospedale e rilancio del sistema sanitario, medicina territoriale, riorganizzazione e investimenti, ripensamento del sistema socio-sanitario.

Pubblichiamo qui un rapido resoconto dell’incontro del Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti con il Dg dell’Asst Rossi, il Vicesindaco Virgilio, l’Assessore Viola, l’Onorevole Pizzetti, il Consigliere regionale Piloni e il Presidente della Provincia Signoroni.

  1. La struttura dell’ospedale presenta diverse criticità molto gravi, dunque sono necessari interventi e investimenti molto rilevanti, questo è sicuro. E una nuova struttura rappresenterebbe la risposta più efficiente, con meno disagi, con più possibilità di miglioramento del servizio. Ma occorre fare le cose bene: che il progetto sia adeguato a ciò che davvero serve e a come immaginiamo le prestazioni sanitarie nei prossimi anni e decenni; che sia innovativo per migliorare i servizi per tutti e il benessere dei nostri cittadini ricoverati ed efficiente da un punto di vista energetico e tecnico; che sia senza spreco di soldi pubblici e con tempistiche di realizzazione precise; che il progetto sia tarato sulle esigenze di tutto il territorio; che gli interventi siano esplicitati alla città, ai sindaci del nostro distretto e anche al nostro Consiglio Comunale. Ma se gli interventi sulla struttura risultano a questo punto fondamentali, altrettanto fondamentale in parallelo è un ripensamento e un rilancio del sistema sanitario. Perché non serve solo un nuovo contenitore, ma un contenuto rafforzato e innovato dei servizi sanitari anche sulla base di quanto emerso in questa emergenza. Dunque, abbiamo altre cose, essenziali e imprescindibili, da dire e chiedere a Regione e al Governo.
  2. Chiediamo un potenziamento della medicina territoriale e di comunità attraverso un potenziamento dei medici di base (medici di medicina generale), che devono tornare al centro del sistema e che devono poter svolgere esami diagnostici, curare le cronicità, utilizzare la telemedicina. Chiediamo un coordinamento da parte dei dipartimenti di prevenzione e igiene pubblica anche rispetto alla prevenzione e un ripensamento dell’offerta in base alla domanda dell’Assistenza domiciliare. Ed è necessario potenziare i servizi sociosanitari territoriali dedicati all’area della salute mentale, delle dipendenze e delle attività consultoriali. Noi intanto metteremo il massimo impegno per rafforzare progetti di collaborazione socio-sanitari.
  3. Serve una riorganizzazione degli ospedali che devono rimanere certamente il polo per le emergenze e le pratiche mediche importanti e complesse. Nell’ultima delibera regionale sono previsti ampliamenti importanti della terapia intensiva che passa da 8 a 20 posti, della subintensiva che passa da 0 a 20 posti e interventi sul Pronto soccorso con il riferimento all’ospedale come DEA di secondo livello. Bene. Ora non solo attendiamo i fondi, ma soprattutto poniamo la questione del personale! Perché se non c’è personale, i posti letto in più non si attivano. Quindi tanto lavoro c’è da fare e tanti investimenti necessari. E occorrono altre cose, ad esempio allargare l’area di infettivologia. E che il nostro ospedale di Cremona diventi DEA di secondo livello è l’obiettivo che ci poniamo, già condiviso con tutto il territorio e ora riconosciuto anche nella delibera regionale. Occorre portarlo a casa! Così come è necessario ora sul recuperare una normalità di cura dopo lo tsunami affrontato della epidemia. Tutto questo vuol dire investimenti su strutture, su strumentazione e soprattutto, soprattutto su personale. E’ un punto fondamentale.
  4. Chiediamo alla Regione di ripensare al sistema di servizi e strutture socio-sanitari (Rsa, cure intermedie e riabilitazione ad esempio) con particolare attenzione agli anziani. Anche in questo caso occorrono più finanziamenti, fermi da più di dieci anni, e un riconoscimento adeguato al personale sanitario che opera in queste strutture.

Queste idee sono elaborazione anche della maggioranza che governa la città e le porteremo in Consiglio Comunale per dare vita a una discussione anche pubblica. Ma le porteremo alla discussione in tutto il nostro territorio con il coinvolgimento di sindaci.

Insomma, parliamo sì di un nuovo ospedale, ma questo progetto, che deve essere fattibile e credibile, va inserito in un più generale ripensamento della nostra sanità.

© Cremona Si Può! | LAB 2020, All rights reserved