Mauro Spisz: “Quello che ho fatto a Cremona resta il risultato più importante”

Pilota di rally e team manager, fondatore della scuderia Nordauto, nata proprio nella nostra città quando Sipsz era titolare della concessionaria Alfa Romeo, allora in via Vecchio Passeggio.

“Dopo quasi 30 anni mi è tornata la voglia di salire su un’automobile e di schiacciare su quel pedale che per tanti anni mi ha fatto correre sulle strade di tutta Italia e mezzo mondo. E devo dire che è andata subito bene perché ho vinto da amatore il campionato italiano terra rally storici su Lancia 037 Gr. B, sempre affiancato da mia moglie Monica Bregoli, che è stata pilota come me”. Dall’altra parte del telefono è il cremonese Mauro Spisz, che dal 2007 abita a Montecarlo dove svolge l’attività di agente immobiliare. Ma il suo nome è legato alla gloriosa scuderia Nordauto, nata quasi per caso proprio nella nostra città quando Sipsz era titolare della concessionaria Alfa Romeo, allora in via Vecchio Passeggio.
“Io sono sempre stato attratto dai motori, da ragazzino andavo nelle officine per vedere cambiare le ruote alle auto e mettere le mani dentro il cofano. Mi piaceva correre in moto sulla strada ed ho cominciato a fare il pilota di rally nelle gare su terra. Mi sono divertito ed ho anche vinto un campionato italiano gruppo N nel 1990 e due Coppa Italia nel 1984 e 1986. Un giorno io e mia moglie Monica siamo andati a vedere una gara su pista di Superturismo. In competizione erano quasi tutti ex rallisti. Io e Monica ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti ‘Se questi li abbiamo battuti nei rally possiamo farlo anche su pista’. E lì abbiamo deciso di mettere in piedi una squadra per questa disciplina. Ed io sono diventato team manager. Con la Nordauto abbiamo portato a casa 25 titoli fra campionati europei e italiani, arrivando quattro volte secondi ai campionati mondiali”.
E qui bisogna parlare di ‘Piedone’ Giovanardi, il pilota emiliano quattro volte campione italiano e primo in Europa a bordo della Alfa Romeo 156. “Siamo riusciti a strapparlo alla Peugeot, un pilota che non aveva paura di schiacciare il piede sull’acceleratore. E’ sempre stato con noi, tranne una breve parentesi come collaudatore alla Ferrari. Poi è entrato anche Larini e i due ci hanno regalato tante soddisfazioni. Giovanardi è poi passato alla Bmw”.
Poi la nascita della N. Tecnology legata alla Fiat e sono arrivati altri 8 titoli italiani e numerose vittorie all’European Rally Championship. “Nel 2011 abbiamo chiuso i battenti per colpa della crisi economica, per la verità la Fiat ha deciso così. Mi è dispiaciuto perché la Punto S2000 era una vettura costruita per correre veloce”.
Incidenti gravi da pilota? “Più che in corsa gli incidenti si sono verificati durante le ricognizioni, le prove del giorno prima. Ho fatto un frontale con un trattore sul mantovano, un frontale con la jeep della Guardia Forestale in Sardegna, qualche capottamento. Ma mai nulla di grave. Adesso a 60 anni ho un po’ di cervicale, regalo di tutte le frustate che ho preso in auto. Avevo deciso di smettere ma la voglia è tornata all’improvviso. E adesso mi diverto con la scuderia Key Sport Engineering. Quello che ho fatto a Cremona, nella città dove sono nato ed ho vissuto sino al 2007, rimarrà però per sempre il risultato più importante”.

Nella foto Mauro Sipsz a la moglie Monica Bregoli
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