Madonna blasfema al pride, il Sindaco: “Irrispettoso verso chi crede e verso chi ha manifestato con rispetto”

Madonna blasfema al pride: pubblichiamo l'intervento del Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti. "Il diritto di espressione non è un diritto all’offesa. Allo stesso tempo, ogni diversità negata è una negazione di tutte le diversità e opporsi a discriminazioni e violenze significa opporsi a tutte le discriminazioni e violenze contro tutti".
Di questo non c’era bisogno, no. Non solo perché è offensivo. Anche per il fatto che alla fine fa più notizia il gesto sbagliato, volgare e sciocco di dieci incivili che i colori e l’entusiasmo di migliaia di persone.
Sfilare con una statua della Madonna blasfema è per me inqualificabile. Irrispettoso non solo verso chi crede e verso la storia della città, ma, secondo me, anche verso chi ha partecipato al corteo manifestando le proprie idee con rispetto. A quei pochi dico che esprimere le proprie posizioni deve passare dal considerare e rispettare quelle degli altri. Sempre.
In questo weekend, relativamente all’episodio, ho ricevuto qualche messaggio che tirava in ballo la mia coerenza personale, anche di cattolico.
Essere coerente per me passa dalla condanna ferma di quel gesto. Senza se e senza ma.
Essere coerente passa anche dal considerare che si è trattato di un gesto isolato, che non può e non deve inficiare la bellezza e l’importanza di quel corteo, ed è quello che il Comune ha patrocinato.
Essere coerente vuol dire anche cogliere gli spunti arrivati dalla piazza di sabato e dall’indignazione legittima del giorno dopo, per rilanciare il confronto civile e costruttivo sui temi posti dal pride, sul modo che si ha ancora (anche a Cremona) di guardare la diversità sessuale giudicando e condannando prima che cercando di capire e incontrare l’umanità dell’altro.

Il diritto di espressione non è un diritto all’offesa. La libertà individuale non può tradursi in un egoismo individualista di pretesa. Allo stesso tempo, ogni diversità negata è una negazione di tutte le diversità e opporsi a discriminazioni e violenze significa opporsi a tutte le discriminazioni e violenze contro tutti. In altre parti del mondo, dove proprio le persone che colorano i pride vengono discriminate o addirittura eliminate, e anche qui, dove spesso ancora prevale una cultura omofoba e macista.
Per questo, mi piacerebbe che su questi temi anche in città si aprisse un dibattito serio, rispettoso e costruttivo.
Ecco perché il pride è stato importante. Come mi ha scritto un amico: “Sabato ho visto 20 metri stupidi e offensivi e mi sono profondamente indignato. Però mi è rimasto il resto. Quasi un chilometro di colori e di diritti”.
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