Lo spazzolino che non si butta nella spazzatura diventa un’opera d’arte: iniziativa al Poliambulatorio Mirò

Al Poliambulatorio Mirò di via Dante la battaglia a favore dell'ecologia passa attraverso la raccolta degli spazzolini usati.
All’ingresso dello studio medico c’è una colonnina. Un paziente la guarda incuriosito, un altro si avvicina e lascia cadere il suo spazzolino da denti non riciclabile e in cambio ne riceve uno nuovo, di colore azzurro, eco-sostenibile. E’ anche con piccoli gesti come quello proposto dal Poliambulatorio Mirò di via Dante che si combatte la battaglia a favore dell’ecologia.
Di solito gli spazzolini usati finiscono direttamente nella spazzatura. Il problema è che la plastica di cui sono fatti non può essere riconvertita anche perché quasi tutti sono costituiti da componenti di materiali diversi che non sono più separabili gli uni dagli altri. Inoltre, questi oggetti che utilizziamo quotidianamente tendono a bloccare gli impianti di riciclaggio, per questo motivo vengono smistati per poi prendere la strada dell’inceneritore o, peggio, dell’ambiente. Si stima che ogni anno, in Italia, 200 milioni di spazzolini vengano conferiti in discarica e bruciati. Questa cifra si basa su un calcolo tanto semplice quanto inoppugnabile: come raccomandano i dentisti, i cittadini cambiano il loro spazzolino ogni tre mesi. 200 milioni di spazzolini (ognuno di essi pesa in media 22,5 grammi) equivalgono a 4.500 tonnellate di rifiuti di plastica all’anno.
Cosa fare? E’ la domanda a cui cerca di rispondere la campagna di sensibilizzazione ecologica ‘Riciclo a regola d’arte’, ideata e promossa da Promis, un’azienda di Bolzano che realizza prodotti per l’igiene dentale in materiali bioplastici sostenibili. “Vogliamo far crescere la consapevolezza che la plastica degli spazzolini non può essere riciclata”, dice Nora Gallmetzer, co-fondatrice di Promis. Per due mesi spazzolini usati verranno raccolti in apposite colonnine e, alla fine, saranno trasformati in un’opera d’arte. Il termine dell’iniziativa è fissato, non a caso, per il 20 marzo, la Giornata mondiale della salute orale, istituita per la prima volta dalla Fdi World Dental Federazione nel 2013.
“Purtroppo non è solo la bocca di molte persone ad essere malata, ma anche la natura – continua Nora Gallmetzer -. E l’industria dell’igiene dentale ha la sua parte di responsabilità. Stiamo lavorando con tanti studi dentistici dove si possono lasciare gli spazzolini e contribuire a convertire questa parte di rifiuti in qualcosa di unico: l’arte”. Chi sarà l’autore di un’opera che si annuncia come sicuramente originale? “Lo stiamo cercando in collaborazione con l’Università del design di Bolzano”.
La campagna è stata condivisa e rilanciata con entusiasmo dal Poliambulatorio Mirò. “Abbiamo dato la nostra disponibilità ad essere punto di raccolta nella nostra città degli spazzolini usati – spiega il dottor Luigi Mancini, direttore sanitario  del Centro dentistico -. Ci sembra che sia un bel gesto partecipare a questa iniziativa di tipo sanitario”.
Sinora nella colonnina al quarto piano di via Dante sono caduti una dozzina di vecchi spazzolini di tutti i colori, ma c’è ancora tempo per riempire quel contenitore trasparente.
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