Linus Maestri, in diretta dall’ospedale (e poi anche fuori) la sua Radio positività: “Ringrazio gli angeli che mi hanno curato”

Lino Maestri è un grande tifoso della Cremonese, in curva è una presenza fissa. Presidente della Federazione Dart Elettronico di Cremona e Piacenza, ha contratto il coronavirus e si è fatto 28 giorni in ospedale. Ora sta meglio. Giorgio Barbieri l'ha intervistato per la rubrica Fuorigioco.

Ventotto giorni di ospedale, il rischio di dover essere intubato, cinque reparti diversi, la cura giusta, la guarigione, il ritorno a casa. “Me la sono vista davvero brutta – racconta Lino ‘Linus’ Maestri, 51 anni, residente al Bosco ex Parmigiano, grande tifoso della Cremonese e Presidente della Federazione Dart Elettronico (freccette) di Cremona – ma non ho mai perso la speranza. Il tutto è iniziato con una leggera febbriciattola, al massimo 37,5. Ma non stavo bene, per nove giorni ho chiamato il medico curante e da protocollo la risposta è stata di utilizzare la tachipirina e di non uscire di casa. Io soffro di diabete e ipertensione, non ero tranquillo. E quando mi sono accorto di non riuscire a tirare un respiro per intero ho deciso di chiedere il ricovero d’urgenza. Mia moglie ha chiamato ma a Cremona non c’erano ambulanze libere e quindi ho aspettato che arrivasse un mezzo da Lodi. La sera del 17 marzo entravo al Pronto Soccorso del nostro ospedale. Il giorno dopo mi hanno ricoverato in un reparto tutto covid e mi hanno sottoposto alla respirazione con la mascherine dell’ossigeno. Ma la situazione peggiorava e quindi sono stato trasferito in pneumologia. Ricordo perfettamente le parole dei medici, che sono stati bravissimi e con il sorriso sulle labbra anche quando le cose andavano male, pronunciate a mia moglie. ‘Qui abbiamo cinque trattamenti sperimentali per cercare di evitare l’intubazione, ma occorre il consenso del paziente’. Che prontamente ho dato, tanto poteva solo andare peggio. Da lì hanno cominciato a somministrarmi flebo e a controllare la situazione ogni momento. Stavo meglio ma non benissimo e quando ho visto il primario, il dottor Bosio, venire al mio letto ho pensato che mi portassero in terapia intensiva. Dove c’era, e purtroppo ha perso la sua battaglia, Broda, un amico e un grande tifoso della Cremonese come me”. Invece il primario le ha detto che stava guarendo velocemente… “Proprio così, mi hanno trasferito nel reparto Infettivi, dove sono stato curato anche dai Samaritan. E proprio lì mi è venuta l’idea di fare una diretta Facebook ogni giorno raccontando quello che stava succedendo. Ho chiamato la diretta ‘Radio positività’ proprio per mandare un messaggio di speranza a chi guardava. E’ stato un successo, anche perchè quando mi hanno dimesso 28 giorni dopo il ricovero, ho continuato a fare ogni giorno la diretta da casa mia. Adesso sto bene e non posso che ringraziare tutti gli ‘angeli’ che mi hanno curato”.
In questi giorni è anche ripresa l’attività delle freccette, conosciute anche come ‘dart elettronico’. “I campionati sono stati sospesi ma in questo momento nei bar, mantenendo le distanze, ci si allena e si gioca per divertimento. Io sono responsabile della Fidart Cremona-Piacenza, società affiliata al Coni. Abbiamo circa 800 iscritti e partecipiamo alle gare nazionali. Uno sport socializzante e aggregante che piace molto ai giovani”.

Linus durante il ricovero in ospedale
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