Leo Michelotti a nuoto dalla Bissolati a Seoul: le sue emozione olimpiche

Nato a Cremona Leonardo Michelotti racconta a Giorgio Barbieri le emozioni della prima convocazione alle Olimpiadi del 1988 a Seoul.

Per quattro anni è stato il miglior nuotatore italiano nei 100 farfalla e per due volte ha ritoccato il record nazionale. Ha partecipato a due Olimpiadi (nel 1988 a Seoul e nel 1992 a Barcellona), è arrivato in finale ai mondiali di Perth in Australia nel 1991 con la staffetta azzurra nella 4×100 mista (con Battistelli, Minervini e Lamberti), ha vinto la medaglia di bronzo nei 100 nel 1991 ai Giochi del Mediterraneo di Atene. Nato a Cremona il 15 marzo 1965 Leonardo Michelotti racconta le emozioni della prima convocazione alle Olimpiadi.

“Ero già sicuro della partecipazione dopo avere vinto il titolo italiano a Firenze. Ma quando arriva la convocazione ufficiale il cuore ti salta in gola, per un atleta l’Olimpiade è il traguardo più importante della vita. E poi c’è tutta la preparazione prima della partenza. Ricordo ancora la scelta dell’abbigliamento, personalizzato e curato nei minimi particolari. Questa dotazione è unica, rimarrà tua per tutta la vita. Insomma, un susseguirsi di emozioni difficili da spiegare”.

L’impatto con Seoul? “Mi sono ritrovato in un mondo totalmente diverso. Seoul è una città grande, con strade trafficatissime e ai lati alti grattacieli. Non ti senti in un Paese asiatico. Abbiamo potuto visitarla, sono rimasto colpito dai mercati rionali con una infinità di bancarelle e di prodotti in vendita. Ma la vera sorpresa è stato il Villaggio Olimpico, moderno e funzionale. Le gare si facevano in uno stadio dove la piscina si poteva alzare ed abbassare automaticamente. Mai vista, nemmeno dopo, una struttura del genere”.

Il cibo? “Al Villaggio Olimpico c’era un self service sempre aperto. Ma la squadra azzurra poteva contare su un cuoco italiano e su alcuni prodotti della nostra terra. Formaggio, olio e pasta arrivavano dall’Italia. E devo dire che molti atleti di altre nazionalità spesso si fermavano a mangiare con noi. A dimostrazione che una bella pastasciutta fatta bene piace a tutti”.

Come è nata la passione per il nuoto? “A sette anni, visto che ero un po’ gracile, mi hanno iscritto ad un corso di nuoto alla Canottieri Bissolati. Terminato il corso il professor Maurizio Mondoni ha notato che avevo buone qualità e mi ha indicato all’allenatore Giorgio Maranesi. Ho cominciato così, anche abbastanza tardi. Infatti ho saltato tutta la trafila degli esordienti ed ho cominciato a gareggiare con i più grandi. Poi a Roma due anni con le Fiamme Gialle e l’esplosione alla Leonessa Brescia”.

Farfalla o delfino? “Nella farfalla le gambe si muovono come nella rana, nel delfino sono unite. Oggi è solo delfino, tranne che nei Master”.

Adesso vai ancora in piscina? “Certamente, sono arrivato quasi a 55 anni con la testa di atleta. Faccio ancora le gare nei Master e vado in palestra due o tre volte alla settimana. Insomma, mi tengo in forma”.

Leonardo Michelotti nella vita porta avanti la tradizione iniziata dal nonno 80 anni e passa fa. Gestisce con la sorella il negozio di casalinghi che porta il loro nome in via Giuseppina a Cremona.

Leonardo Michelotti in vasca
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