Laudicina e ‘Spaseta’: Cremona piange due uomini di sport

Il primo è stato dirigente sportivo e vicepresidente del Csi di Cremona. Il secondo imprenditore e patron dei "Nobel" del ciclismo cremonese.

Cremona piange due grandi uomini di sport, Ignazio Laudicina e Luigi ‘Spaseta’ Gagliardi. Il primo, siciliano di nascita ma a Cremona da una vita, se n’è andato improvvisamente a 75 anni per un male incurabile scoperto solo una settimana prima mentre era in vacanza nella sua Sicilia. Laudicina è stato il ‘portiere di notte’ dell’Hotel Continental di Porta Venezia ai tempi in cui la Cremonese militava in serie A e B. Un uomo discreto, capace di intrattenere i clienti e mantenere il segreto sulle scappatelle dei giocatori. Per 14 anni è stato responsabile dell’accoglienza dell’hotel, in quel periodo sono passati uomini politici importanti, il presidente della Repubblica Sandro Pertini, il re Farouk, cantanti e attori. Ha gestito il bar del teatro Ponchielli, il ristorante dietro lo Sporting Club e negli ultimi tempi dava una mano al Chokabeck di piazza Stradivari. Laudicina è stato un dirigente della Sas, società sportiva dell’oratorio di S. Abbondio, portandola ad avere 150 atleti e dieci squadre fra calcio a 5 e pallavolo. E’ stato vicepresidente del Csi di Cremona.

Luigi ‘Spaseta’ Gagliardi è l’uomo del ciclismo cremonese. Dopo un mese e mezzo di ricovero colpito dal covid 19, era tornato a casa. Ma le sue condizioni sono peggiorate e si è spento all’età di 80 anni. Chi non conosceva a Cremona ‘Spaseta’? Lo chiamavano così sin da ragazzo per i suoi capelli a spazzola, in dialetto appunto ‘spaseta’. Aveva chiamato così anche la sua ditta di mobili e tapezzeria in via Milano. Luigi era nato nel 1940 a Spinadesco. Dopo aver corso a livello giovanile nella Pievese Decordi, Gagliardi aveva trasferito il nomignolo d’infanzia al titolo sociale dell’attività di famiglia e nei tradizionali Premi Spaséta, che per 42 anni hanno celebrato le imprese dei migliori corridori della provincia di Cremona. Al ‘Nobel’ del ciclismo cremonese Spaseta invitava sempre grandi campioni delle due ruote.

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