All’aia “più bella e solidale di Cremona” dal dj senza braccia alla focaccia col grano bio ed inclusivo

Gianaldo Tavella, 27 anni, una laurea in Filosofia presso l'Università di Bologna e un master in Scienze gastronomiche all'Università di Pollenzo, ha ancora negli occhi il successo de 'L'Agro ai giovani', la manifestazione benefica, a base di cucina e musica, il cui ricavato è andato ad Agropolis, la storica cooperativa di via Milano.
Non li ha fermati neanche la pioggia. “Quando, alle 22 di sabato, sul palco si è presentato Feet DJ, che fa il disc jokey con i piedi perché è senza braccia, si è scatenato il diluvio. Ma invece di fermarsi la gente ha cominciato a ballare”. Gianaldo Tavella, 27 anni, una laurea in Filosofia presso l’Università di Bologna e un master in Scienze gastronomiche all’Università di Pollenzo, ha ancora negli occhi il successo de ‘L’Agro ai giovani’, la manifestazione benefica, a base di cucina e musica, il cui ricavato è andato ad Agropolis, la storica cooperativa di via Milano.
La festa, giunta alla quinta edizione, ma sviluppatasi per la prima volta su due giorni, è stata organizzata da Agropolis e vi hanno collaborato, oltre a un gruppo di amici, una sessantina di volontari, tra i quali alcuni utenti di Agropolis. Cascina Marasco ha supportato la parte gastronomica dell’evento. “C’erano ragazzi in carrozzina che servivano la birra della Buttiga, un birrificio artigianale”.
Complessivamente, le persone con disabilità seguite da Agropolis sono più di quaranta, comprese tra i 18 e i 69 anni. Ed è su quella che è stata definita ‘l’aia più bella e più solidale di Cremona’ che, lo scorso fine settimana, è andata in scena la kermesse, promossa dai giovani per i giovani. L’attività della Cascina Marasco si svolge sui terreni di Agropolis “Cerchiamo di valorizzare la componente sociale che per sua natura ha l’agricoltura – dice Gianaldo -. Tentiamo di coltivare le diverse varietà di grano nel modo migliore e presto lo macineremo con un mulino messo a disposizione dall’Ocrim. La farina viene già lavorata in cascina e venduta al mercato”. Il progetto si pone l’obiettivo di dare vita a una filiera corta e sostenibile di grano bio, farina macinata a pietra e pane agricolo, coinvolgendo nel processo di lavorazione operatori in condizione di svantaggio sociale da formare per nuove occupazioni e reinserire nel tessuto sociale.
“Sono state allestite 42 tavolate e servite, tra l’altro, focacce buonissime fatte con il grano che piantiamo e coltiviamo noi. Sono stati apprezzati anche la torta sbrisolona e i dolci, sempre di nostra produzione”. La musica, il cibo e, soprattutto, le finalità della due giorni sono il segreto della grande partecipazione di pubblico. Per pubblicizzare la festa non c’è stato bisogno di niente di particolare, se non la forza del passaparola e una gestione intelligente, “direi artistica”. dei canali social. “C’è stato davvero il pienone, con le persone che aspettavano in coda. Siamo veramente soddisfatti, sono felicissimo. E’ come se tutta la gente venuta quel venerdì e quel sabato avesse intuito l’energia buona che si respira in cascina. Ho visto tanti sorrisi. Rispetto ad altre feste, è stata una fabbrica di emozioni per chi di solito non si sente utile, è solo o non sta bene in mezzo agli altri. E ‘scattata la mobilitazione per una causa comune”.
Basta poco per capire che Gianaldo è un tipo vulcanico: “Faccio il musicista, scrivo canzoni, sono un piccolo cantautore”. Vulcanico e coraggioso: chi gliel’ha fatto fare di laurearsi in filosofia per poi studiare scienze gastronomiche e seminare il grano? “In realtà, non è stato un grande salto. Avevo bisogno di scaricare a terra Platone, Schopenhauer e le altre cose che leggevo, e l’ho fatto davvero nella terra di Cremona”.
Il gruppo dell’Agro ai giovani
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