La psicologa cremonese Lupi a Radio Dj: “Genitori adolescenti e ragazzi che non chiedono più”

'Sei boomer papà' è il podcast di Radio Deejay condotto da Andrea e Michele, speaker dell'emittente, con Alessandra Lupi, psicologa e psicoterapeuta cremonese. Scopo della trasmissione: scoprire gli adolescenti di oggi attraverso le parole dei loro padri.

‘Il nerd di famiglia’; ‘La figlia geniale’; ‘Amore o sesso?’; ‘I videogame in cameretta’. Sembrano gli episodi di una serie tv. Sono invece i titoli accattivanti di ‘Sei boomer papà’, il podcast di Radio Deejay condotto da Andrea Marchesi e Michele Mainardi, gli speaker dell’emittente, con Alessandra Lupi, psicologa e psicoterapeuta cremonese. Scopo della trasmissione scoprire gli adolescenti di oggi attraverso le parole dei loro padri, esplorare l’essere genitori ai giorni nostri e capire gli stili di vita, le attitudini e i sogni delle nuove generazioni. Argomenti impegnativi e attualissimi affrontati con leggerezza che hanno costretto la dottoressa Lupi, consulente presso il consultorio della Cooperativa Minotauro a Milano e collaboratrice dell’associazione La Zolla, a mettersi in gioco con un strumento comunicativo diverso.

Com’è nata l’idea del programma?
“Uno dei due conduttori, Andrea, conosceva il direttore del consultorio dove lavoro, Gustavo Pietropolli Charmet, uno dei più importanti psichiatri e psicoterapeuti italiani, e mi ha chiamata proponendomi la cosa”.

La sua reazione?
“Inizialmente non volevo accettare. Io dietro a un microfono? Mah. Poi ho cambiato idea. Andrea e Michele, entrambi papà, sono bravissimi”.

Era collegata o in studio?
“In studio, con loro”.

Per quante puntate?
“Dieci, della durata di una quarantina di minuti, rintracciabili sul sito di Radio Deejay e sulle varie piattaforme”.

Cosa significa ‘papà boomer’?
“Un papà poco avvezzo alle nuove tecnologie, più analogico che informatico”.

Come si sviluppava il programma?
“I due speaker intervistavano papà famosi, in questo caso alcuni dei nomi più conosciuti della radio, come Linus, Nicola Savino, Albertino e altri. E io intervenivo dando la mia opinione”.

In generale, quale immagine di adolescenti ne è uscita?
“I ragazzi di oggi non sono più trasgressivi, non c’è più nessuno da contestare. I ragazzi non chiedono più, ad esempio  di avere il motorino perché non sanno dove andare, si rinchiudono in casa, nella loro camera”.

E, quindi, sono poco aperti al mondo?
“Sì. Ma il problema non sono loro”.

Chi allora?
“Siamo noi. Noi, genitori. Genitori fragili. Ad essere chiusi siamo noi. I nostri adolescenti non hanno qualcuno che faccia da punto, modello di riferimento. E’ un mondo tutto centrato sull’immagine, i like. Il genitore diventa adolescente. C’è una confusione di ruoli. Ed è qui che possono nascere il disagio, le difficoltà dei loro figli”.

In che modo si esprime questo malessere?
“A differenza di prima, gli adolescenti esprimono il disagio, il dolore sul proprio corpo”.

In che senso?
“Tra le ragazze, sono diffusi i disturbi alimentari, l’autolesionismo, il tagliarsi; tra i ragazzi, il ritiro, quello a casa e dalla scuola”.

Com’è, sempre parlando in generale, il rapporto tra questi padri e questi figli?
“Non c’è più il padre ‘normativo’, attento al rispetto delle regole, ma quello affettivo. Non esiste più un grande scontro generazionale”.

Quante famiglie sta seguendo?
“Un centinaio. Le patologie non sono state create dal Covid, ma piuttosto portate in superficie dalla pandemia alla quale, secondo me, i ragazzi hanno reagito bene”.

Tornando alla radio, come giudica l’esperienza?
“Positiva, molto bella, stimolante. Credo che siamo riusciti a fare qualcosa di diverso, in un modo più divertente e leggero. Nelle prime puntate ero un po’ ‘legata’, poi mi sono sciolta”.

Ci sarà un seguito?
“Ne stiamo parlando. L’idea potrebbe essere un secondo podcast o scrivere un libretto sul primo. Ci piacerebbe sviluppare questa, mi piace chiamarla così, ‘alleanza’ tra radio e psicologia”.

Andrea e Michele con Alessandra Lupi
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