La pasticceria inclusiva Fratelli tutti, Pia: “Col lavoro i ragazzi hanno il loro posto nella vita reale”

“Chi lavora con le mani è un operaio. Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano. Chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista”. Parole di San Francesco d'Assisi. E' il biglietto da visita, il benvenuto della panetteria-pasticceria di via Buoso da Dovara.
Che sia un negozio speciale lo si intuisce anche dalla scritta alle spalle del banco di vendita: “Chi lavora con le mani è un operaio. Chi lavora con le mani e la testa è un artigiano. Chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista”. Parole di San Francesco d’Assisi. E’ il biglietto da visita, il benvenuto della panetteria-pasticceria di via Buoso da Dovara dove, ognuno con il proprio ruolo, si alternano una decina di ragazzi disabili.
Maschi e femmine, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, chi vive in famiglia e chi in alloggi protetti. Nomi come Lori, Katiuscia e tutti gli altri. “Sono i componenti di un piccolo gruppo che ruota intorno a tre mansioni: la produzione di biscotti e grissini, la linea dolce e quella salata; il loro confezionamento; la pulizia e la sistemazione dei locali”, spiega Pia Rosani, vice presidente della cooperativa ‘Fratelli Tutti’ (che si ispira all’enciclica di papa Francesco sulla fraternità e l’amicizia sociale), moglie di Luciano Abruzzi, il neurologo dell’ospedale Maggiore portato via dal Covid dopo aver curato tanti contagiati. “Mio figlio, Giovanni, 24 anni, è disabile. Faceva e fa un sacco di attività nel tempo libero ma gli mancava un lavoro, che ora ha. Il lavoro è fondamentale per queste persone, dà la consapevolezza di occupare un posto nel mondo reale, di essere utili per la società. E’ ciò che, dopo la perdita di mio marito, ha salvato Giovanni e tutti noi, è stato importante per la vita della nostra famiglia. Ed è per questo che ho pensato di darmi da fare per gli altri”. Grazie a questa donna generosa sempre in movimento, a don Roberto Musa, presidente della cooperativa e cappellano del carcere di Ca’ del Ferro, e ai loro collaboratori, un mestiere, e un posto nel mondo, i ragazzi di via Buoso da Dovara ora ce l’hanno.
E’ il caso di Valentina, una dei tre apprendisti pasticceri, che, a metà mattinata, sta sfornando i biscotti nel laboratorio dietro il negozio. “Sarebbe pronta per lanciarsi in questo campo, ha una propensione davvero invidiabile. Prima di venire qui cucinava torte elaborate per sé e le amiche. E’ brava, davvero spettacolare”, dice Pia Rosani, che fa da guida. Valentina segue le lezioni premurose di un pasticcere professionista, Giancarlo, che le insegna le ricette e i segreti della tradizione della terra da cui proviene, la Puglia. Altri tre suoi colleghi, Cesare, Costantino, Angelo, tutti in pensione e tutti volontari, si alternano il pomeriggio. Nella stanza accanto Simone, anche lui diversamente abile, è concentrato ad impacchettare biscotti. “E’ di una precisione estrema”. Anche a un suo amico, Alessandro, “piace lavorare con le mani ma stando seduto”. Simone ed Alessandro sono affiancati da due compagni che si occupano delle confezioni. Ci sono poi i tre incaricati delle pulizie che ogni giorno provvedono a riordinare il negozio. Armati di spazzolone e secchi, entrano in scena più tardi. “Ognuno di loro si è ritagliato un mestiere particolare in base ai propri desideri, alle proprie abilità e aspirazioni. La fantasia non manca: a uno è venuta l’idea di imprimere sui dolcetti una stella cometa. Ruotano pur di stare in compagnia. L’altro giorno si sono dedicati ai baci di dama, erano un po’ preoccupati per via delle misure, ma ho detto loro: l’importante è che siano buoni. E’ bello questo sentirsi al posto giusto, è il loro entusiasmo a spingerci ad andare avanti”. Vengono proposti non solo pasticcini e dolci di vari generi e dimensioni, ma anche pane e focacce. “Arrivano da un fornaio che ci sta aiutando e che ha al suo servizio altre persone con fragilità sociali, emarginati che hanno bisogno di un gesto di fiducia”.
Dietro le ventine si sperimentano sistemi di marketing innovativi: a chi fa una spesa superiore ai 20 euro viene dato in omaggio uno dei libri allineati sugli scaffali. ‘Fratelli Tutti’ ha aperto poco più di un mese fa. E’, quindi, tempo dei primi bilanci. “Le cose stanno andando bene, siamo contenti. Certo, è un’avventura che si sta rivelando impegnativa. I clienti chiedono: e i ragazzi? Poi aprono la porta del laboratorio, sbirciano oltre e richiudono con gli occhi che si illuminano”.
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