Giovani volontari per il restyling ambientale allo Zaist: influencer di comportamenti reali e virtuosi

Iniziativa nell'ambito del progetto 'Piccole cose per grandi relazioni' del Centro quartieri e beni comuni del Comune di Cremona che ha partecipato, vincendolo, al bando regionale 'Estate insieme'.

E’ nato e cresciuto allo Zaist. “Mi dispiaceva vedere quel degrado sotto le finestre di casa”. Invece di piangersi addosso, Giulio Ferrari, 21 anni, studente della facoltà di Biologia all’Università di Parma, esponente di Legambiente Cremona, si è rimboccato le maniche e, alla guida di un agguerrito plotone di baby volontari, ha ripulito una vasta porzione, quella più nascosta, del Parco Asia. “Si sono impegnati con un entusiasmo e una voglia di fare contagiosi”.
Sei giornate di lavoro, dal 20 al 26 settembre, sudando sotto il sole ancora caldo del pomeriggio. Cominciando dalla scalinata, nella zona del Centro anziani, che conduce ai viali di quel polmone verde. “Ci siamo divisi in gruppetti per rispettare il distanziamento anti Covid. I gradini, ricoperti di erba e terra, si erano trasformati in un prato. Così da anni e anni, gli anziani del posto non si ricordano di un intervento di manutenzione del genere”. Giulio era accompagnato da undici ragazzi, compresi tra i 14 e i 17 anni, la maggior parte provenienti dall’oratorio dello Zaist più altri da San Bernardo e Maristella, reclutati, con la collaborazione di don Piero, da Riccardo Loda. Maschi e femmine, italiani e stranieri, nomi come Aurora, Luca, Ivan, Manuel. Con loro anche un rappresentante del Comitato dello Zaist, un quartiere multietnico dove la convivenza tra diverse etnie non è sempre facile. “Tutti armati di guanti, pale, rastrelli, pinze e cesoie”. Materiale fornito, nell’ambito del progetto ‘Piccole cose per grandi relazioni’ del Centro quartieri e beni comuni, dall’amministrazione municipale che ha partecipato, vincendolo, al bando regionale ‘Estate insieme’. Rimessa a nuovo la scalinata, Giulio e gli altri hanno sgomberato i vialetti, “che erano invasi anch’essi dall’erba e praticamente non esistevano”.

Il futuro biologo indica un salice piangente: “L’edera lo soffocava facendolo morire. L’abbiamo tolta, strappandola con le mani nelle parti più alte e le cesoie in quelle più basse. Una piccola opera di risanamento che, però, non si fa mai. In questo modo l’albero dovrebbe essere salvo e continuare a vivere”. C’erano anche dei rifiuti, abbandonati da tempo, compresa una centralina dell’Enel. “Li abbiamo rimossi”. Liberato il vialetto, è stata la volta di due grandi siepi decorative. “Sono stati tolti i rami secchi e gli infestanti che non le facevano respirare impedendo loro di crescere”. E’ poi toccato al prato che si estende oltre le siepi. “Abbiamo spostato le pietre lasciate intorno agli alberi quando sono stati rifatti i garage dei condomini”. Gli inerti sono stati portati via da Linea Group. I numeri parlano da soli: quasi un centinaio di sacchi, di 110 litri ognuno, riempiti tra immondizia e scarti vegetali raggiungendo un totale di oltre 5.000 chilogrammi di materiale rimosso.

Non c’è confronto tra il ‘prima’ e il ‘dopo’: ora quella fetta dimenticata del Parco Asia risplende ed è tornata finalmente usufruibile. Ai pali della luce sono stati affissi cartelli, alcuni dei quali purtroppo già strappati: ‘Area ripulita. Non abbandonare i rifiuti. Grazie per questo banale gesto di civiltà’. I giovanissimi volontari sono stati ricompensati con un ‘buono fatica’ di 25 euro da utilizzare per l’acquisto di alimentari, abbigliamento sportivo, materiale di cartoleria. A conclusione, la festa all’oratorio coronata da una torta. Quei giorni sono stati ricchi di fatica ma anche di soddisfazioni. “Gli abitanti, inizialmente curiosi o un po’ sospettosi, ci hanno ringraziato. E’ bello vedere che la gente del posto ha ripreso a passeggiare in mezzo al verde”. Ma c’è anche un’altra emozione. “I ragazzi hanno profuso un impegno incredibile. Hanno stupito anche me dimostrandosi l’esatto opposto dello stereotipo in circolazione degli adolescenti. In quei pomeriggi assolati avrebbero voluto non fermarsi ma andare avanti, ero io a dire: per oggi basta così, arrivederci a domani. In un periodo come questo è incoraggiante che quindicenni o poco più abbiano scelto di dedicare il loro tempo al servizio della comunità per riappropriarsi del loro quartiere, amarlo e prendersene cura, non arrendersi ma trasformarsi in ‘influencer’ di comportamenti virtuosi da imitare, anche da parte degli adulti. Allo Zaist si percepiva un po’ di rassegnazione al degrado. Vedere giovani che si dedicano al luogo dove vivono ha fatto una buona impressione e, spero, ridato coraggio”.

Il lavoro non è finito, non del tutto. “Ci ritroveremo periodicamente per monitorare la situazione ed evitare che il restyling ambientale sia stato uno spot, un caso isolato, ma il momento di un percorso più ampio”. Giulio si avvia verso casa dove lo attendono i testi universitari. Dalla sua finestra non vedrà più lo spettacolo desolante del parco trascurato, ma il piccolo, grande miracolo della sua rinascita.

Giulio di Legambiente
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