Francesco, dall’Aselli alla Costarica con Intercultura: “Parto per imparare lo spagnolo e fare un’esperienza umana, oltre che scolastica”

Ogni anno sono 7.000 gli adolescenti italiani che presentano domanda per mettersi in viaggio, 2.000 quelli che partono e raggiungono uno dei 65 Paesi coinvolti nel progetto. Tra loro, nel 2022, dieci cremonesi.
Probabilmente è lasciando temporaneamente casa che Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano si sono appassionati a viaggi ancora più lontani, quelli nello spazio. I due astronauti sono tra i molti che, da ragazzi, hanno conosciuto il mondo grazie a Intercultura, l’associazione internazionale nata nel nostro Paese dopo la Seconda Guerra mondiale ma le cui origini risalgono addirittura al 1915 in Francia. 5mila volontari in Italia, 200mila sparsi a tutte le latitudini, 8 a Cremona. E, come dice Paola Cinquetti, ex presidente locale di Intercultura, un obiettivo: “Aiutare i giovani a costruire, attraverso la conoscenza di culture diverse, una civiltà di pace”.
Ogni anno sono 7.000 gli adolescenti italiani che presentano domanda per mettersi in viaggio, 2.000 quelli che partono e raggiungono uno dei 65 Paesi coinvolti nel progetto. Tra loro, nel 2022, dieci cremonesi (su 30 richieste presentate): Giulia Anastasio (Stati Uniti), Gabriele David (Irlanda), Gaia Frosio, Anna Giordano, Eva Hepineuse, Silvia Ruggeri, Irene Zanasi, (Canada), Carolina Tomasoni (Spagna), Luca Zaffanelli (Belgio). E, come tutti gli altri, grazie a una borsa di studio, Francesco Zanoli. 16 anni, abitante a Bassano Bresciano (Brescia) e studente dell’Aselli (“Ogni giorno mi sveglio alle 6.40 per prendere il pullman delle 7.07, faccio tutto velocemente”), con l’hobby del calcio e dello skate, appassionato d’arte, Francesco ha scelto la Costarica, dove resterà per un anno (si può optare anche per periodi più brevi, trimestrali o semestrali). “Mi sono avvicinato a Intercultura grazie ai miei genitori – spiega Francesco -. Mi sono documentato, anche parlando con altre persone, e ho visto che si tratta di un’associazione molto preparata. Volevo conoscere un Paese il più possibile diverso dal mio. Scartati l’Europa e gli Stati Uniti in qualche modo simili all’Italia, restavano l’Asia, l’Africa e l’America Latina. Alla fine ho deciso per la Costarica perché, banalmente, fa caldo e perché è considerata la Svizzera dell’America del Sud, con un livello di sviluppo superiore. In questo modo mia madre potrà stare più tranquilla. Convincerla non è stato facile, meno difficile, per fortuna, persuadere mio padre”.
Francesco salirà su un aereo a Linate venerdì prossimo, 29 luglio. “La mia destinazione è Heredia, una cittadina di 138mila abitanti al centro del Paese e a pochi chilometri dalla capitale, San José. Sarò ospitato da una famiglia (composta dalla mamma, Marisòl; la nonna, Gilda; il figlio, Jesus) e frequenterò il liceo Samuel Saenz Flores. Faccio tutto questo per imparare lo spagnolo ma soprattutto per conoscere realtà diverse, mettermi alla prova e vivere un’esperienza umana, otre che scolastica”. Francesco, inutile dirlo, è emozionato. “Emozionatissimo. Non mi rendo conto ancora bene di quello che mi sta per succedere. I miei amici? Alcuni mi invidiano, altri non si muoverebbero mai da Bassano Bresciano”.
Francesco e gli altri giovani in partenza hanno incontrato, nei giorni scorsi in Comune, il sindaco Gianluca Galimberti. Tra loro c’era anche Ornella Barbarossa, argentina, che ha vissuto, da gennaio a luglio, presso una famiglia cremonese. Perché, nel nome degli scambi culturali e della pace costruita da Intercultura, c’è chi parte e chi arriva, chi viene ospitato e chi ospita.
Francesco (il secondo da destra) con la famiglia
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