“D’istinto e dimenticando la mia età”: anche ‘Santa Giuliana’ tra gli operatori disposti a somministrare il vaccino

L'Intruso Gilberto Bazoli è tornato a intervistare Giulia Chiti, 83 anni , storica infermiera volontaria presso l'ambulatorio Caritas. Anche lei si è arruolata nell'esercito di operatori (3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi professionali) che dovranno sostenere la campagna di somministrazione dei vaccini della speranza.
L’idea le è venuta poco prima di Natale mentre, come le capita due giorni alla settimana, era in servizio all’ambulatorio della Caritas per migranti ma non solo, la sua ‘creatura’ che ha fondato nel 1986. “Con due dei nostri dottori, Federica Negri e Franco Fornaciari, si stava parlando della necessità di trovare personale per il piano delle vaccinazioni anti Covid. E così mi sono detta: che bello, perché non provare a presentare domanda? Ci ho pensato come faccio sempre: spontaneamente, d’istinto, con entusiasmo, dimenticando la mia età. O ricordandomene solo un attimo dopo”. Sì, perché di anni Giulia Chiti ne ha 83 (compiuti da poco), ma anche stavolta la carta d’identità non è stata per lei un ostacolo: vuole arruolarsi nell’esercito di operatori (3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi professionali) che dovranno sostenere la campagna di somministrazione dei vaccini della speranza.
‘Santa Giuliana’, come l’hanno ribattezzata alla Casa dell’accoglienza, lavora da sempre nel mondo della sanità e ha continuato a farlo anche quando è andata in pensione. Dispensa a tutti consigli su cure e farmaci, corre al capezzale dei malati, aiuta gli amici e i conoscenti che non stanno bene. Lo fa senza mai pretendere niente in cambio. Un vulcano di generosità e capacità sempre attivo. “Quel giorno sono tornata nel mio appartamento in centro e, il pomeriggio, ho cercato sul telefonino il sito con le spiegazioni su dove e come inviare la richiesta”. Si tratta del bando emanato dal commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, per reclutare i 15.000 addetti che inoculeranno il vaccino. “Ma con il cellulare non ci si riusciva, c’era bisogno del computer e così ho chiamato un mio giovane vicino di casa, Yassine, un ragazzo straordinario che frequenta il terzo anno dell’Itis, indirizzo informatico”. E’ stato lui a compilare il curriculum vitae in formato europeo, poi spedito on line. Alla voce ‘esperienza lavorativa’ si legge: 30 anni presso l’ex Inam di Cremona in qualità di responsabile dei servizi, direttrice della scuola per assistenti sanitari per 2 anni, responsabile del personale presso la casa di cura San Camillo. Non meno ricco il capitolo ‘istruzione e formazione’: diploma di infermiera professionale all’ospedale di Piacenza, di assistente sanitaria visitatrice alla Croce Rossa, di fisioterapista al Niguarda, oltre a un’altra serie di titoli. Il paragrafo ‘capacità e competenze artistiche’ è stato riempito con la frase ‘Lettura della musica e canto corale’. Non poteva essere altrimenti: Giuliana, che è anche una viaggiatrice instancabile e una divoratrice di libri, è stata a lungo responsabile di segreteria e colonna della Scuola diocesana di musica sacra. Allieva di don Dante Caifa, corista dalla voce possente (ancora oggi) e con le qualità di solista. “Dopo essermi registrata al portale, nel giro di un’ora mi sono arrivate almeno 5 mail, compresa quella con la conferma che la mia candidatura era stata accettata”. Non solo: “Mi è stato chiesto se, in caso di necessità, sarei disposta a prestare servizio, oltre a Cremona, la mia città, in altri luoghi. Ho risposto di sì, accetterei di spostarmi a Roma, perché ho un’amica che mi ospiterebbe, e a Rapallo, per la stessa ragione”.
Sono 1.500 le strutture a forma di fiore che verranno allestite su tutto il territorio nazionale dove le persone potranno recarsi per essere vaccinate. I medici, gli infermieri e gli assistenti sanitari che risponderanno alla ‘chiamata alle armi’, come l’ha definita il commissario Arcuri, stipuleranno un contratto a tempo determinato di 9 mesi con relativo compenso. “E’ prevista una retribuzione? Non lo sapevo. Non ne ho bisogno, ho la mia pensione. Io voglio fare la volontaria, dare una mano, essere di sostegno. Tutto qui. Mi sono fatta avanti perché più personale c’è e meglio sarà per fare bene e in fretta le cose”. L’appassionata di Claudio Monteverdi è pronta ed allenata. La sua mano esperta non tremerà. “E’ da una vita che faccio punture. Proprio in questi giorni sono alle prese, all’ambulatorio della Caritas, con il vaccino antinfluenzale anche se quest’anno, a noi come dovunque, le dosi sono state fornite in ritardo. Infilzare l’ago non è difficile, i miei pazienti dicono che non sentono mai niente. Mi stupisco quando vedo certe immagini in televisione: io non affondo la siringa nel braccio, ma uso un altro metodo, prendo il muscolo e zac, faccio il colpetto. E’ una cosa semplicissima, la più veloce”.
Vaccinerà, se verrà arruolata, e si farà vaccinare. “I contrari all’anti coronavirus, i dubbiosi sulla sua efficacia devono capire che per trovarlo sono state adottate le tecniche più moderne e si sono messi insieme i cervelli più brillanti del mondo. Lo so che i tempi per arrivare alla scoperta del vaccino sono stati rapidi, più del solito, ma questo non significa che non funzioni. Il mio consiglio è di farlo subito, non ci sono controindicazioni, non tirerà brutti scherzi. Fidatevi”. Parola di ‘santa Giuliana’.
Giulia Chiti
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