Cr_Wave contro la dispersione scolastica: riconnettere i ragazzi alla scuola e alla città

L'Intruso Gilberto Bazoli si occupa questa volta di dispersione e abbandono scolastici. Lo fa raccontando un progetto del Comune, promosso con le cooperative Cosper e Nazareth, dedicato a pre-adolescenti che non frequentano, in parte o del tutto, le medie inferiori.

E’ una realtà complessa e delicata che, quasi invisibile, si muove dietro le quinte, ma che probabilmente è più estesa di quanto non si creda. La realtà della dispersione e dell’abbandono scolastico: pre-adolescenti che non frequentano, in parte o del tutto, le medie inferiori. Ma il Comune non li sta lasciando soli grazie al progetto innovativo ‘Cremona_Wave – Inizia adesso, non domani’, promosso con le cooperative Cosper e Nazareth. Francesca Ramazzotti, coordinatrice dell’Ufficio pari opportunità e inclusione sociale, e Francesco Lazzari, professionista che collabora con l’amministrazione municipale, sono in prima linea.

A chi è rivolta la sperimentazione?

“A ragazzi dagli 11 ai 15 anni che non adempiono all’obbligo scolastico e nei confronti dei quali i precedenti interventi messi in campo dal territorio erano falliti, non avevano funzionato. C’era stata una resa. Ragazzi e ragazze, sia italiani sia stranieri, nati qui o arrivati da altri Paesi, che quasi sempre sono in carico ai servizi sociali e che provengono da storie familiari molto differenti con in comune, appunto, il conclamato abbandono scolastico dei figli”.

Ragazzi difficili?

“Ragazzi che a volte faticano a rapportarsi con il mondo che a volte fatica a rapportarsi con loro”.

A chi si ispira la vostra azione?

“Ai maestri di strada come Cesare Moreno, un pioniere, con tutte le differenze che ci sono tra Cremona e Napoli; la Scuola di Barbiana di don Milani; Danilo Dolci”.

Quando avete cominciato?

“L’anno scorso, coinvolgendo 4-5 giovani”.

Pochi…

“Questi interventi sono pensati per piccoli gruppi”.

Significa che l’abbandono scolastico è un fenomeno limitato?

“Anche per via dell’emergenza sanitaria, la scuola ha meno il polso della situazione, una situazione ovattata dalla didattica a distanza. Il lavoro del Settore politiche sociali segnala che il fenomeno della dispersione scolastica è in crescita anche nel territorio cremonese”.

Qual è l’obiettivo di fondo del progetto?

“Riconnettere questi giovani con la scuola attraverso nuove prassi didattiche”.

Quali?

“Fare, tre giorni alla settimana e sempre alla presenza di un educatore, alcune attività. Un esempio: sono stati questi giovani, in modo inaspettato, a proporre il tema dell’economia. Da qui l’idea di parlare con alcuni operatori del settore, che hanno risposto alle loro domande, e recarsi a Milano, a piazza Affari, un luogo simbolo”.

Altri esempi?

“Si sono avvicinati all’astronomia visitando il Planetario di Torino e incontrando il Gruppo astrofili cremonesi. Sono andati in giro per la città e il territorio: conoscere l’una e l’altro è diventato un modo per approfondire la geografia e la storia locale. Si è cercato di far rinascere il gusto della curiosità, dare strumenti per rispondere agli interrogativi, maturare un senso critico”.

Esperienze che poi raccontano sul web…

“La parte comunicativa è stata importante. I giovani di oggi, si sa, fanno un grande uso dei social, un uso che, in realtà, è poco competente. I ragazzi hanno costruito una documentazione servendosi del linguaggio delle fotografie e di quello dei testi. Una sorta di post-produzione. In questo modo si sono incrociati conoscenza della città e programma didattico a scuola. Conoscere non è solo la lezione tradizionale, ma anche vedere”.

Questi ragazzi hanno sostenuto l’esame di licenza media?

“Nella fase iniziale non andavano a scuola, poi hanno ripreso. Per 4 di loro siamo riusciti ad arrivare all’esame, che è stato superato. Una parte dei contenuti sviluppati durante il progetto è stata presentata alle prove finali”.

Obiettivo raggiunto, quindi?

“La licenza media è solo uno dei tasselli dell’obiettivo, che in primis era portarsi a casa un’esperienza positiva, poi riallacciare il rapporto con la scuola. Se c’è anche il conseguimento della licenza media, si tratta di un valore aggiunto e, mi sento di dirlo, nemmeno il prioritario”.

Questo lavoro è continuato anche con il Covid?

“L’emergenza sanitaria lo ha reso più complicato, ma non c’è stato lo stop. Si continua con altri pre-adolescenti mantenendo, allo stesso tempo, un aggancio educativo con quelli di prima”.

E per il futuro?
“Non si esclude che si possa pensare, qualora se ne ravvisi la necessità, a un maggior numero di sperimentazioni”.
Post scriptum: I ragazzi coinvolti quest’anno hanno commentato sulla loro pagina Facebook: “Stiamo vivendo molte avventure con la voglia di raccontarle. Quando prendiamo la bici non immaginiamo mai cosa potrà accadere. Le nostre esplorazioni ci fanno scoprire tante cose nuove nella città”.
Un ragazzo di Cremona Wave
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