Cottarelli: “Bisogna conoscere i territori per rappresentarli. In Senato quando qualcuno dirà una sciocchezza, dirò: Ma làsa stàa”

Dagli uffici del Fondo monetario internazionale ai bagni di folla; da Washington, dove ha lavorato a lungo, e dalle luci degli studi televisivi, di cui è diventato ospite fisso, alle strade e alle piazze della Bassa, dov'è nato e affondano le sue radici.
Stringe mani, incontra sconosciuti, parla con tutti, sale e scende dai palchi. Dalle statistiche ai comizi; dagli uffici del Fondo monetario internazionale ai bagni di folla; da Washington, dove ha lavorato a lungo, e dalle luci degli studi televisivi, di cui è diventato ospite fisso, alle strade e alle piazze della Bassa, dov’è nato e affondano le sue radici. Comunque vadano le prossime elezioni politiche, per l’economista Carlo Cottarelli, 68 anni, cremonese doc, candidato per il Pd al Senato nel Collegio uninominale Cremona-Mantova (e capolista a Milano), è cominciata una nuova vita.

Professore, come stanno andando gli inizi di questa seconda esistenza?
“Questa esperienza in mezzo alle persone mi sta piacendo molto. Ascoltare i loro problemi aiuta a crescere. Del resto, già negli ultimi anni ho avuto contatti con la gente, andavo nei paesi, alle Acli, negli oratori. Ora quei contatti sono diventati più diretti”.

E’ stato alle Feste dell’Unità, anche quella cittadina. Quale clima ha trovato?
“Un grande entusiasmo, una grande partecipazione”.

Sta girando anche per i mercati.
“Ho incontrato tanta gente che chiede come potrebbe darmi una mano dal punto di vista organizzativo”.

Tutti con lei, allora?
“Certo che no. Ho conosciuto anche persone che mi hanno detto: non la voterò, ma mi è simpatico. E’ già qualcosa, non le sembra?”.

E’ stato a lungo lontano da Cremona. Ha conservato amici in città?
“Soprattutto i miei compagni di classe”.

Intende il Manin?
“Sì. A Cremona ho fatto tutte le scuole, dall’asilo in poi. Quand’ero bambino andavo a vedere la Cremonese mangiando i cartoccetti di ceci allo Zini. Ogni due-tre anni ci ritroviamo a cena con gli altri ex del liceo. A proposito, nel 2023 ricorre il 50° anniversario: speriamo si metta in piedi qualcosa di particolare”.

Le è capitato di confrontarsi con gli ex colleghi del Fondo monetario sulla sua svolta politica?
“No, non se n’è presentata l’occasione. Anzi, sì: Christine Lagarde (presidente della Banca centrale europea, ndr) mi ha scritto, mi ha mandato un messaggio congratulandosi e augurandomi buona fortuna”.

Se dovesse sintetizzare in uno slogan cremonese la sua campagna elettorale, quale potrebbe essere?
“Non so, non ci ho ancora pensato. L’unica cosa che potrei dire è questa: quando, se sarò eletto, in Senato qualcuno se ne uscirà con una sciocchezza, mi alzerò e dirò: ‘Iioo, ma làsa stàa‘”.

Ha dichiarato che il suo obiettivo è una sconfitta onorevole.
“Le mie parole sono state travisate. Spero di vincere, ho detto che, se non dovessi farcela, spero di perdere bene, Ma, ripeto, credo che si possa vincere, anche se non sarà facile”.

Ha criticato Daniela Santanchè, la sua diretta avversaria dei Fratelli d’Italia, di essere una paracadutata.
“Confermo: una paracaduta. Questo è il punto fondamentale. Per 5 anni non è mai venuta da queste parti, a me sembra sbagliato. Bisogna conoscere i territori per rappresentarli in Parlamento. Io conosco anche Mantova, dove sono stato più volte per il Festival della letteratura. I mantovani sono nostri vicini”.

Venerdì la Santanchè sarà a Cremona. E lei?
“Anch’io. A un’iniziativa con Enrico Letta. Il giorno dopo sarò a Vescovato: mi hanno fatto cittadino onorario, non potevo non andarci. E, sempre il sabato, ma la sera, a Isola Dovarese, per il Palio”.

Questa è un’intervista più personale che politica, ma non si può non parlare del caro bollette. Qual è la sua ricetta per tentare di frenare la crisi energetica e delle famiglie?
“Un’azione su più versanti. Uno: intervenire a livello europeo per mettere un tetto al prezzo del gas. Due: stanziare risorse dello Stato, come si è fatto negli ultimi mesi, per calmierare i prezzi delle bollette. Terzo: separare il prezzo dell’elettricità da quello del gas. Ma, come dicevo, ci vuole un accordo europeo”.

Al di là degli schieramenti politici, oggettivamente, come giudica l’operato dell’amministrazione Galimberti?
“Posso rispondere in questo modo: quando abbiamo stilato (con l’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica, ndr) la classifica sull’efficienza dei Comuni, è venuto fuori che quello di Cremona è uno dei più efficienti”.

Se verrà eletto, cosa si sente di dire ai suoi concittadini?
“Che per me sarà un onore rappresentare Cremona, la mia città. Mi scusi tanto, ma ora devo andare per prendere un treno”.

La nuova vita di Cottarelli continua.
Cottarelli al mercato di Cremona
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