Arpista cremonese a Parigi, Bianca: “Il mio sogno è entrare in un’orchestra professionale”

Bianca Bolzoni ha 27 anni e suona l'arpa da quando ne aveva 7. Questa giovane cremonese dallo sguardo dolce e che sa ciò che vuole si è trasferita a Parigi per continuare e perfezionare gli studi musicali cominciati nella nostra città. Ad ottobre si è esibita al Museo del Violino con l'Agon Ensemble, i fratelli Alessandro e Massimo Quarta.

È scomoda e ingombrante. Eppure per lei è la sua “bambina che mi segue ovunque vada”. Bianca Bolzoni ha 27 anni e suona l’arpa da quando ne aveva 7. Questa giovane cremonese dallo sguardo dolce e che sa ciò che vuole si è trasferita a Parigi per continuare e perfezionare gli studi musicali cominciati nella nostra città. La sua passione è sbocciata da bambina. “Avete presente gli Aristogatti? Nel cartone animato c’è una scena in cui Duchessa suona l’arpa: per me è stato amore a prima vista. Ho cominciato a martellare i miei genitori: voglio farlo anch’io”. Il pressing deve aver funzionato perché i suoi familiari l’hanno iscritta alla Scuola civica Monteverdi del direttore Vitale. E’ lì che Bianca si è avvicinata all’arpa. “Il mio primissimo insegnante è stata Eddi De Rossi”. E’ poi passata al Conservatorio Arrigo Boito di Parma e, riuscendo a frequentare in contemporanea anche l’istituto Anguissola, ha bruciato le tappe: in soli 7 anni, sotto la guida di Emanuela Degli Esposti, si è diplomata in arpa classica.

Nel 2017, un’altra svolta nella sua carriera. “Sono andata a vivere a Parigi, dove abitano i miei prozii. Mi sono informata sulle Università e ho preso la palla al balzo scegliendo i corsi di Musica e Musicologia alla Sorbona. Questi studi, durati 3 anni, sono terminati. Dopo il triennio alla Sorbona ho proseguito con un master in Musica, Interpretazione e Patrimonio presso l’Università Paris Saclay. Durante questi due anni di studio ho presentato una tesi sulla musica per arpa di Nino Rota”. Ora Bianca sta frequentando il corso di Diploma superiore d’Esecuzione presso l’Ecole Normale de Musique Alfred Cortrot. “A parte Parigi, c’erano possibilità anche in Italia, ma mi hanno sempre affascinato la tecnica francese e la Sorbona. Mi sono detta: la Francia è la patria dell’arpa, perché non tentare? Qui c’è una tradizione incredibile, Debussy e Ravel hanno composto brani e rivoluzionato la scrittura per l’arpa, uno strumento francese per antonomasia. Gli insegnanti di oggi sono allievi di insegnanti che hanno trasformato il mondo dell’arpa”.

Da Cremona a Parigi, giovanissima: non proprio una passeggiata. “In effetti, gli inizi sono stati complicati. Qui hanno un modo diverso di vedere le cose, a livello educativo le differenze con l’Italia sono abissali. All’Università, ad esempio, ci sono classi formate da venti persone e si fanno le verifiche: mi sono sentita all’Università e, allo stesso tempo, al liceo. I primi momenti ero un po’ destabilizzata ma mi ritengo molto fortunata di poter fare questa esperienza”.

La sua arpa è una Lyon Style 100. “E’ bellissima, è il mio terzo braccio”. Un braccio da addestrare continuamente. “Mi esercito 4-5 ore al giorno. L’arpa non è uno strumento semplice. Tutti si dimenticano che ci sono anche i pedali: si tratta di un gioco di coordinazione sul limite, è difficile tenere un suono pulito e ampio. Bisogna allenare le dita, sono necessari tanto controllo e forza”. Bianca ha un nuovo sogno: “Entrare in un’orchestra professionale. Nel frattempo partecipo alle audizioni. Ho suonato, in uno degli auditorium più importanti del mondo, nell’Orchestra di Radio France, come seconda arpa (la prima era il mio insegnante), musiche di Stravinsky e Rachmaninov: un momento indimenticabile. Oltre a preparare i concorsi, in questo periodo continuo a suonare in altre orchestre qui a Parigi e fare delle supplenze in Conservatorio”.

Di tanto in tanto torna a Cremona, dalla sua famiglia. Lo ha fatto anche ai primi di ottobre per accompagnare al Museo del Violino, con gli altri giovani talenti sparsi per l’Europa dell’Agon Ensemble, i fratelli Alessandro e Massimo Quarta. Un successo. La musicista cremonese ha avuto un ruolo da protagonista, muovendo le sue abili dita sulle corde di un’arpa noleggiata, nel brano ‘Esercizi per non dire addio’ composto da Silvia Colasanti (versione per due violini, percussioni, arpa e orchestra). “I fratelli Moruzzi, Martino e Marco Mauro, mi hanno chiamata e ho accettato volentieri. C’era un clima bellissimo, sia nelle prove che durante il concerto. Il pezzo non era facile, avevo tanta responsabilità perché il mio spazio era importante. Ho lavorato con la compositrice. È stato emozionante ritrovarsi tra gli amici con i quali ho cominciato a suonare. Alessandro e Massimo Quarta sono stati adorabili, ci hanno trattato come fanno i padri con i figli ma anche come professionisti. E tali ci siamo sentiti”.

Era un sabato. La domenica dopo Bianca era già a Parigi, dalla sua seconda patria e dalla sua “bambina”.

Bianca Bolzoni (Ph. Gaétan Vernier)
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