Antonio di ‘Pane e salame’: “Anche il tempo contro, ma non molliamo”

Giorgio Barbieri ha intervistato Antonio Statella, nel 1989 ha vestito la maglia della Cremonese nel ruolo di centrocampista, poi ha aperto il ristorante 'Pane e salame' in via Platina.

“Quest’anno dovrei festeggiare i 10 anni di attività del mio ristorante. Ma la situazione, già molto complicata, rimane difficile e senza certezze”. Antonio Statella, classe 1968, napoletano di Ottaviano, nel 1989 ha vestito la maglia della Cremonese nel ruolo di centrocampista. Dopo avere chiuso la carriera è tornato a Cremona e nel 2011 ha aperto il ristorante ‘Pane e salame’ in via Platina, in pieno centro a Cremona, dove prima c’era un bar intitolato ad Erminio Favalli. Locale di cucina cremonese frequentato da molti tifosi grigiorossi ed ex compagni. La lunga chiusura per la pandemia lo ha messo in crisi, come quasi tutti i suoi colleghi. Qualche mese fa ha costituito insieme ad altri colleghi
ristoratori l’Associazione ARPE (Associazione Ristoratori Pubblici Esercizi) per cercare di smuovere un po’ le acque. “Abbiamo avuto – spiega Statella – molti incontri con il Prefetto, il sindaco e il presidente della Provincia. Abbiamo spiegato le nostre ragioni e siamo sempre stati ascoltati. D’altra parte le direttive di chiusura sono sempre arrivate a livello nazionale, i rappresentanti delle istituzioni locali non hanno voce in capitolo. Siamo anche andati a protestare a Roma. Per andare avanti, e io ho pensato seriamente di chiudere, abbiamo stretto i denti e fatto sacrifici. Ci siamo adeguati alle varie normative ma è stato tutto inutile. Anche i ristori sono stati scarsi e in forte ritardo. Finalmente si è aperto uno spiraglio, sia per quanto riguarda l’apertura che per i rimborsi previsti nelle nuove disposizioni economiche del governo. Ora speriamo di poter lavorare, di tornare alla normalità”.
Il giorno del riavvio però è stato rovinato dal maltempo. “Oltre al danno la beffa, anche il tempo ci si è messo contro. Insomma, è stata una falsa partenza. Ieri a mezzogiorno ho fatto una quindicina di coperti nei tavoli sotto i portici. Ieri sera c’erano solo due coraggiosi a cena da me, spiovigginava e c’era molta umidità. Mi domando cosa possa cambiare cenare fuori o nel locale, mantenendo i tavoli distanziati? E non sarebbe male spostare di un’ora la chiusura, dalle 22 alle 23. Evidentemente per i nostri governanti, e ci metto tutti, ristoratori e bar devono continuare ad essere penalizzati”.
Statella però non vuole mollare, a nessun costo. “Sarebbe assurdo chiudere per colpe non mie. Continuerò a fare i sacrifici per portare avanti il ristorante. E spero che le vaccinazioni possano raggiungere tutta la popolazione. Più saremo vaccinati e più velocemente potremo tornare alla vita normale”.

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