Anche il Pepo Team si è fermato: “Torneremo quando ci saranno garanzie di sicurezza”

"Marzo ed aprile sono stati due mesi terribili. C'è già chi si è dimenticato di quanto successo solo un paio di mesi fa. Chi ha vissuto da vicino come noi quei momenti non può ragionare così". Giorgio Barbieri ha parlato con Gianluca Rossi, operatore alla Fondazione Sospiro e presidente del Pepo Team.

“Chi giudica da fuori non si rende conto di quello che abbiamo passato”. Queste le prime parole di Gianluca Rossi, operatore sociale alla Fondazione Sospiro e presidente del Pepo Team. “Marzo ed aprile sono stati due mesi terribili, abbiamo affrontato un nemico invisibile senza conoscere la sua forza e capire come combatterlo. Abbiamo dovuto prendere decisioni importanti, alcune delle quali molto impopolari. Ma se non si chiudevano velocemente i reparti e si mantenevano i pazienti in contatto sarebbe stata una tragedia. So che non è stato facile per i parenti non poter vedere i loro congiunti ed è stato ancora più difficile far capire ai ricoverati che le visite erano vietate, che le porte erano chiuse. Io non opero nella Rsa dove gli ospiti sono anziani, ma mi occupo dei reparti dove ci sono persone con varie disabilità e sono spesso giovani. Abbiamo ripetuto periodi di quarantena (14 giorni) più e più volte ed è stato complicato spiegare che nessuno poteva uscire dai reparti, nemmeno per andare in giardino. E chi conosce Sospiro sa benissimo quanto importante sia il polmone verde attorno all’istituto. Diciamo che la realtà di Sospiro è stata una fotografia in piccolo di quello che è successo nel resto del Paese”.
Lei si è ammalato? “No, e per questo ringrazio Dio. Abbiamo dovuto raddoppiare l’impegno perché ci siamo trovati spesso in difficoltà. Devo dire che a noi operatori sono state consegnate tutte le protezioni necessarie per svolgere al meglio il nostro lavoro”. E a chi è convinto che sia tutto finito cosa diciamo? “Non riesco ad essere in pace. C’è già chi si è dimenticato di quanto successo solo un paio di mesi fa. Chi ha vissuto da vicino come noi quei momenti non può ragionare così. Queste sono solo chiacchiere da bar”.
E i ragazzi sportivi del Pepo Team come si sono comportati? “Direi bene, anzi benissimo. Si sono chiusi in casa ed hanno comunicato attraverso i social. I loro campionati sono stati interrotti di colpo e forse se ne riparlerà a settembre. Sottolineo forse, perché noi vogliamo tornare a fare sport quando ci saranno le giuste condizioni per riprendere. Prima la salute, lo abbiamo detto a tutti i nostri ragazzi. Il nostro è sport dilettantistico, dietro non c’è un business come per quello dei professionisti. Stiamo alla finestra, in questo momento c’è ancora molta confusione. Torneremo quando avremo le garanzie della massima sicurezza per la salute”.

Il Pepo Team
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