A Palazzo Trecchi c’è l’eccellenza della formazione veterinaria: oltre 8.800 corsisti, 232 eventi e un indotto da 2,5 milioni (tutti numeri in crescita)

A settembre Comune e Scivac, con la Provincia e la Camera di Commercio, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per impegnarsi ad attuare azioni condivise con l'obiettivo di favorire l'attrattività turistica del territorio.

I corrieri che si fermano e ripartono, i congressisti che entrano ed escono, il portone che si apre e richiude in continuazione. Quella intorno a Palazzo Trecchi, nell’omonima via, è una città nella città. “Basta venire un mattino qualsiasi per rendersene conto”, assicura Carlo Scotti, classe 1953, amministratore delegato unico e presidente di EV, la società consortile che amministra la galassia del mondo veterinario di cui fanno parte la Scivac (Società italiana veterinaria per animali da compagnia) e altre ‘sorelle’ scientifiche (Sive, Sivar, Sivae).
Ogni due settimane, se non ci sono emergenze, Scotti, medico veterinario e presidente della Scivac dal 1995 al 1998, lascia la sua Torino, dove esercita come libero professionista in una grande clinica per animali da compagnia con particolare riguardo alla cardiologia veterinaria, e si mette in viaggio per Cremona. “Quella che stiamo vivendo è una sfida entusiasmante cominciata 40 anni fa. Sono arrivato subito dopo la fondazione della Scivac ad opera di Aldo Vezzoni. La nostra sede era limitata a due stanze in via Pallavicino. Abbiamo iniziato con una società per i veterinari che curavano i cani e i gatti, poi i cavalli, dopo i bovini, dopo ancora gli animali esotici. Eravamo una realtà molto piccola. Ci siamo trasferiti al Trecchi nel 1991-92: ora siamo un sistema”.
Un sistema che ha fatto rinascere quel gioiello architettonico, allora abbandonato a se stesso, e che nel tempo si è allargato sempre di più sino ad occuparlo per intero con le sue attività di formazione veterinaria post laurea. “Oggi Palazzo Trecchi è conosciuto non solo in Italia ma anche in Europa, Stati Uniti, Russia, Asia. Proprio poco fa abbiamo compiuto un sopralluogo all’interno dell’edificio perché continuiamo a crescere ed abbiamo bisogno di altri spazi”.
Scotti snocciola gli ultimissimi numeri del “sistema”. Numeri che parlano da soli. “Nel 2022 abbiamo portano a Cremona 8.817 corsisti ai quali si aggiungono, in molti casi, i familiari per un totale di oltre diecimila persone; sempre nell’anno in corso sono stati organizzati, ad oggi, 232 eventi in presenza; per il 2023 ne sono programmati quasi 400. Certi giorni riusciamo ad averne 6 in contemporanea”. Vi hanno partecipato e vi parteciperanno veterinari da tutto il mondo. Anche giovani che aspirano ad esserlo. “A luglio sono venuti qui 5 studenti per ogni facoltà di veterinaria in Italia. Ho detto loro: ci rivedremo quando vi sarete laureati”.
Un fiume di gente che vale un indotto economico di 2,5 milioni di euro annui (“Ma è una stima prudente”) e che riempie negozi, ristoranti, alberghi. “Le strutture ricettive si moltiplicano e così siamo circondati da B & B nati come funghi”. A due passi dal Cittanova non si fa solo formazione veterinaria, ma, dal 2018, anche di medicina umana, dall’ortopedia alla neurochirurgia. “Una branca partita in sordina ma che, strada facendo, è esplosa ed è in costante crescita, Nell’arco di 5-6 anni arriverà ad equiparare quella veterinaria. Con il risultato che Cremona è diventata un brand nazionale e internazionale della formazione veterinaria e medica”. Questa mole di attività è affiancata da una corposa editoria veterinario-scientifica, nella quale spicca il settimanale dell’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), con la direzione editoriale dello stesso Scotti, e supportata da una squadra di oltre 50 dipendenti in forza al Trecchi.
Eppure Cremona ha rischiato, pochi anni fa, di perdere questa risorsa preziosa, questo cuore pulsante. Scotti ricorda bene quei momenti. “Palazzo Trecchi è una sede meravigliosa ma complessa. Per spostare ogni cosa è necessario il permesso della Sovrintendenza. Da Milano si erano levate sirene per trasferire a Fiera Rho la nostra sede. Dovevamo prendere una decisione. L’ho spiegato al sindaco Galimberti e lui mi ha assicurato che si sarebbero dati da fare perché rimanessimo qui. E così è stato”. A settembre Comune e Scivac, con la Provincia e la Camera di Commercio, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per impegnarsi ad attuare azioni condivise con l’obiettivo di favorire l’attrattività turistica del territorio. Gli enti pubblici garantiscono un sostegno economico pari a 90.000 euro per il 2022, suddiviso in parti uguali per ogni ente, con un impegno a individuare risorse anche per i prossimi anni (per il Comune di Cremona la convenzione prevede un impegno triennale). “E’ un’operazione positiva che ci lega ancora di più a questa città, il supporto del Comune e degli altri enti pubblici è una testimonianza, un riconoscimento importante del nostro lavoro. Non è esagerato affermare che, con il violino e il torrone, Cremona è anche la capitale della formazione veterinaria post laurea”.
La giornata è quasi terminata, il presidente Scotti saluta i collaboratori e si avvia verso il grande scalone in marmo. “Mi piace uscire la sera, passeggiare lungo corso Campi, arrivare in piazza Duomo”. Tornerà a fine mese. “Cremona è diventata la mia patria adottiva”. La sua e di tanti altri veterinari e medici.

La sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Comune, Scivac, Provincia e Camera di Commercio
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