25 aprile 2020: un rigoroso fare memoria per imparare la stessa voglia di democrazia, di Europa, di vita normale e bellissima

Noi, inginocchiati di fronte alla storia. E la storia pretende rispetto ed ascolto. Lo dobbiamo ai testimoni del 25 aprile 1945. Generazione ora colpita e ferita, allora bambini o giovani, figli o fratelli.

25 aprile 2020. Noi, inginocchiati di fronte alla storia. E la storia pretende rispetto ed ascolto.

Lo dobbiamo a loro questo ricordare. Questo difficile e rigoroso esercizio della memoria. Lo dobbiamo a quei volti che in questi due ultimi mesi se ne sono andati dalle strade della nostra città. Lo dobbiamo a quegli occhi che hanno visto, a quei cuori che hanno patito. Testimoni di quegli anni, testimoni del 25 aprile 1945. Generazione ora colpita e ferita, allora bambini o giovani, figli o fratelli.

C’era il fascismo in quegli anni e il nazismo, la guerra totale che aveva annientato e distrutto. Perché troppo odio era stato accettato e di troppo odio si erano nutriti i cuori, seguendo uomini forti che di forte in realtà non avevano nulla, ma solo meschini e mediocri interpreti di una tragedia di inferno.

E poi la Resistenza e poi il 25 aprile 1945. Donne e uomini, famiglie e soldati affamati di case e di scuole e lavoro e di vita normale dentro città devastate e sopra corpi straziati in quei campi di morte e di concentramento. Nel corpo ancora il dolore, nell’animo il bisogno di resistere.
La Resistenza. La scelta di assumersi la responsabilità di un destino comune, di un futuro di popolo. La passione del dare la vita per un senso di vita. Il desiderare la libertà dell’essere artefici di democrazia. Lo spendersi per un futuro, disposti a morire già oggi. La nostalgia e la voglia di essere popolo, di vivere in pace, di esistenza normale e per questo bellissima.
La storia erano loro, la resistenza erano loro.

La storia pretende rispetto ed ascolto. Perché il futuro ha radici lontane, anche quando sembra che tutto sia scosso. Le strade nuove che dovremo percorrere hanno bisogno pur sempre di bussole e di stelle polari hanno bisogno le rotte che dovremo tracciare nel nuovo mare che ci è dato di navigare, così ignoto e ne sappiamo solo le onde alte e strazianti.
25 aprile 1945 e la Resistenza: fare memoria per imparare oggi a resistere e celebrare così una messa nuova di uomini disarmati e armati soltanto della stessa passione di bene, dello stesso desiderio di pace, della stessa audacia per gli altri. Della stessa voglia di democrazia, di Europa, di vita normale e bellissima.
Perché oggi la storia siamo noi. La resistenza nuova siamo noi.

25 aprile. Lo dobbiamo a loro questo difficile e rigoroso fare memoria, a loro, vecchi, padri e madri, nonni e amici, che in questi due ultimi mesi hanno pagato così tanto e ci hanno lasciato.

Lo dobbiamo a voi, che ci avete lasciato, ma voi avete visto e quindi siete ancora con noi.

25 aprile 2020: lo dobbiamo a voi il decidere insieme un nostro nuovo e comune destino. Insieme.

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