20 volontari, 10 commercianti, 1 cargo-bike e fino a 200 kg al giorno di frutta e verdura salvati. Eleonora di No Spreco: “Facciamo qualcosa di utile per i più fragili e per il pianeta”

Sono quelli di No Spreco: raccolgono la frutta e verdura che verrebbe buttata e che invece loro distribuiscono a chi ha bisogno o a chi combatte lo sperpero alimentare.

Ogni mercoledì e ogni sabato, i giorni del mercato, lambiscono le bancarelle in sella alle loro cargo-bike. Alcuni passanti li guardano incuriositi, altri non ci fanno più caso. Sono quelli di No Spreco: raccolgono la frutta e verdura che verrebbe buttata e che invece loro distribuiscono a chi ha bisogno o a chi combatte lo sperpero alimentare. “All’inizio i volontari erano due, ora sono una ventina”, dice Eleonora Barbieri, 29 anni, una, con un altro ragazzo, della coppia di pionieri.
“Abbiamo cominciato, con l’appoggio della Caritas e collegati all’associazione No Spreco, nella primavera 2021. Dopo le conseguenze catastrofiche della pandemia, desideravamo fare qualcosa di concreto a livello cittadino e abbiamo deciso di lavorare sulla parte del fresco-freschissimo”. Ossia, frutta e verdura. E così Eleonora e gli altri hanno preso contatto con i commercianti. “All’inizio erano un po’ restii perché non capivano molto bene il concetto della lotta allo spreco alimentare o ci scambiavano per possibili concorrenti. Ma, poco alla volta, hanno compreso il senso e le finalità del nostro impegno, non c’è voluto tanto”. Ora i fruttivendoli, ambulanti o fissi, che hanno aderito all’iniziativa solidale sono una decina. “Ritiriamo da loro prodotti non più perfetti esteticamente e destinati ad essere scartati ma ancora commestibili: una mela ammaccata, una zucchina graffiata e così via. In media, arriviamo a 100 chili giornalieri di merce recuperata l’inverno e a 200 l’estate”. I volontari, in sella a due cargo-bike (più un carrello agganciabile alla bicicletta, arrivato anch’esso da una donazione), si dividono in due gruppi: uno fa il giro del mercato, l’altro quello dei negozianti. Il mercoledì, il cibo salvato viene portato presso La Città dell’Uomo, a Borgo Loreto, e, il sabato, posato sui tavoli nel cortile della sede dell’Arci, in via Speciano. I ‘clienti’ sono una ventina. “Per metà si tratta di persone che si trovano in difficoltà economiche, comprese famiglie numerose che vengono con i figli al seguito, e per metà giovani, studenti e universitari, che fanno la loro parte contro lo spreco alimentare. E’ emozionante stringere rapporti con questa gente. All’inizio avevamo qualche problema, ma adesso tutto quello che riusciamo a raccogliere lo distribuiamo. Una piccola, grande vittoria”.
L’età dei volontari varia tra i 25 e i 30 anni. “Tra noi ci sono, ad esempio, un avvocato, un architetto, una mediatrice culturale accanto a un folto gruppo di liutai non cremonesi, compresi un argentino e un colombiano”. Da un paio di settimane è partito un altro progetto di sensibilizzazione verso queste tematiche sempre più urgenti. “Stiamo andando nelle scuole, siamo già stati allo Stanga e al linguistico Manin”. Quelli di No Spreco vorrebbero allargare il loro raggio d’azione cercando di reclutare studenti delle superiori in modo da estendere la raccolta presso i negozianti anche il venerdì: chi vuole dare una mano può presentarsi all’Arci il sabato, alle 13.30. Eleonora ci conta. “Faccio quello che faccio perché credo in questi valori e in queste azioni. È molto bello vedere che frutta e verdura pronte per finire tra i rifiuti vengono invece date a chi ha problemi o a chi dice, come noi, no allo spreco alimentare. Ed è bello sapere che nel mio piccolo sto facendo qualcosa di utile per il nostro pianeta”.

I volontari di No Spreco
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