20 anni dopo l’incidente, Efrem Morelli a Tokio per un’altra medaglia con la fascia da capitano

Un incidente in motocross gli ha tolto l'uso delle gambe. Nel nuoto ha vinto quattro mondiali e due europei.

A luglio sarà a Tokio per partecipare per la quarta volta consecutiva alle Paralimpiadi. Vent’anni dopo il tragico incidente che lo ha costretto su una sedia a rotelle dopo un incidente durante una gara di motocross Efrem Morelli è di nuovo pronto per essere in vasca (100 rana e 200 misti) alla caccia di una nuova medaglia. Nel frattempo Morelli, classe 1979, che gestisce l’autolavaggio self service di via Milano, ha vinto quattro titoli mondiali (nei 50 rana il record è ancora il suo), due campionati europei e una cinquantina di titoli italiani.
“Ho partecipato a tre Paralimpiadi – ci racconta il nuotatore che abita da sempre a Pugnolo – e, a parte Pechino nel 2008, ho ottenuto sempre risultati importanti. A Londra nel 2012 sono arrivato sesto nel 100 rana e a Rio De Janeiro nel 2016 ho vinto la medaglia di bronzo nei 50 rana. Adesso vado a Tokio, anche nelle vesti di capo delegazione azzurra, per cercare di vincere un’altra medaglia”.

Di quelle Olimpiadi cosa ricordi?
“Pechino era organizzata nei minimi particolari, la Cina ci teneva molto a dimostrare di essere la migliore in fatto di impianti. Londra è forse stata la più normale mentre in Brasile ci siamo accorti tutti che era stata messa in piedi di corsa. Ma l’Olimpiade per un atleta, soprattutto per chi come me ha dovuto rinunciare a molte cose nella vita, è il traguardo più importante”.

Cosa è successo quel maledetto giorno del 2000?
“Allora gareggiavo nel motocross, ero un buon pilota. Tanto che l’anno dopo avrei dovuto diventare un pilota della Honda per partecipare al campionato mondiale. Quel giorno correvamo a Pinerolo in Piemonte una gara del campionato italiano. Per scansare un doppiato (ma nessuno mi aveva avvertito della sua presenza) sono volato a terra battendo la schiena. All’ospedale il verdetto medico: lesione midollare completa, uso delle gambe finito”.

Morelli ha accusato il colpo ma non si è dato per vinto…
“Lo sport era la mia vita, non potevo a 21 anni rinunciare a tutto. Ho provato a giocare al basket in carrozzina, ma poi mi venne consigliato dai medici di muovermi in acqua a scopo terapeutico. In acqua stavo meglio sia a livello fisico che psicologico. Ho cominciato a nuotare e a vincere qualche gara. Da quel momento non ho più smesso. Io credo che lo sport vada inteso come momento agonistico ed è per questo che ho voluto cimentarmi ancora in una disciplina individuale. Come lo era il motocross. Tante volte si dice parlando di noi che siamo in carrozzina (e in questi anni ne ho visti tanti come me) che l’importante è voltare pagina, saltare il muro, superare la barriera. Io credo che si tratti di uno step individuale, di una serie di passaggi che devono essere elaborati prima con la testa che con il fisico”.

Hai il record mondiale nei 50 rana. Ma come si fa questa disciplina natatoria senza l’uso delle gambe?
“Sono le braccia che servono per viaggiare forte. Ed è anche e soprattutto una questione di tecnica, di movimenti. Se commetti anche il minimo errore hai perso. Quindi devi saper equilibrare al millesimo quello che ti dice la testa e applicare la tecnica alla forza delle braccia”.

Una curiosità. Efrem Morelli doveva fare parte della squadra delle Fiamme Oro della Polizia come campione di motocross…
“Ci sono arrivato 20 anni dopo, da due stagioni infatti faccio parte di quel gruppo sportivo”.

Efrem Morelli in vasca: a Londra l’anno scorso ha conquistato l’oro e il record del mondo nei 50 rana RB3
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