1.800 bambini e ragazzi coinvolti, 60 concerti, 4000 spettatori: il successo del Festival di orchestre e cori scolastici. Che continua…

Il Festival, promosso dal Liceo musicale Stradivari (capofila della rete Piazza Stradivari, presieduta da Daniele Carlo Pitturelli) e organizzato da BeMyMusic, ha preso il via il 1° maggio per concludersi il 12 giugno.

Superato da poco il giro di boa, è tempo di bilanci per l’International Spring Music Festival, la kermesse unica nel suo genere che, con il sostegno del Comune di Cremona e di altri partner, ha colorato le piazze, i teatri, i musei, i cortili, gli angoli di Cremona con le note delle orchestre e dei cori scolastici e amatoriali. “I dati definitivi saranno forniti alla fine della manifestazione, ma sin d’ora possiamo parlare, senza esagerazioni, di grande successo: lo dimostra il fatto che gli spettatori hanno raggiunto quota 4.000 circa”, dice, soddisfatto, Gianluigi Bencivenga, 51 anni, casertano, diplomato al Conservatorio Nicolini di Piacenza, trasferitosi da tempo nella nostra città, insegnante di clarinetto alla scuola media Vida, vulcanico direttore artistico della rassegna.
Il Festival, promosso dal Liceo musicale Stradivari (capofila della rete Piazza Stradivari, presieduta da Daniele Carlo Pitturelli) e organizzato da BeMyMusic, ha preso il via il 1° maggio per concludersi il 12 giugno. Più di 60 i concerti in programma e 1.800 i ragazzi, fra i 4 a i 20 anni, in scena con gruppi provenienti da tutta Italia e 4 formazioni dall’estero (Slovenia, Francia, Stati Uniti).
In questi giorni, grazie a questi studenti Cremona ha cambiato volto: è uno spettacolo vederli passeggiare per il centro allegri, vocianti e con il loro strumento in spalla o nello zaino. Sono giovani, alcuni giovanissimi. “Sono felice di aver messo in piedi questa iniziativa anche perché ragazzi e bambini avevano bisogno di un momento come questo, di tornare a incontrarsi e suonare non più al computer ma dal vivo. Con la pandemia hanno perso molto”, continua Bencivenga.
L’exploit del Festival, nato sulla scia della XXX edizione della Rassegna nazionale delle Smim (Scuole medie a indirizzo musicale) svoltasi a Cremona nel 2018, è scolpito nei numeri, ma si esprime anche attraverso la forza di istanti indimenticabili, di immagini indelebili. “Una delle cose che mi ha colpito di più è stato un ragazzino di 11 anni arrivato trafelato nel Cortile Federico II. Gli ho detto: ‘Ti vedo un po’ strano. Hai corso? Tra poco dobbiamo salire sul palco’. ‘Prof, è la mia esibizione dopo due anni, sono emozionatissimo’. Un’altra volta, a Palazzo Fodri, un signore che veniva da Cagliari mi ha chiesto: ”E’ la stessa orchestra giovanile che ha suonato davanti al municipio?’. ‘No – gli ho risposto -. Quella era di Bergamo, questa di Melzo, vicino Milano’. E lui: ‘Tutto questo è meraviglioso, la ringrazio per questi giorni di musica, cosa si può fare per esportare qualcosa del genere anche nella mia città?’. A proposito: tra gli spettatori non ci sono, come spesso capita in questi casi, solo parenti e amici dei musicisti in erba ma anche semplici appassionati di musica. Come quell’insegnante giunta da Calcio, in provincia di Bergamo, che, come altri suoi colleghi, aveva sentito parlare di tutto questo movimento intorno alle scuole e per le scuole”. E la partecipazione dei cremonesi? “Sono, lo sappiamo, un po’ restii a muoversi, ma anche loro stanno cambiando. La partecipazione è buona, la città sta reagendo molto bene”.
Sinora i professori sono stati giù dal palco e gli studenti sopra. Ma, a sorpresa, l’8 giugno, all’Auditorium Arvedi del Museo del Museo del Violino, i ruoli si invertiranno. “Abbiamo formato un’orchestra di insegnanti delle scuole dell’infanzia e primarie  che suoneranno tutte il bengalino (uno strumento ad arco monocordo, ndr). Nessuna di loro è musicista, forse è per questo che sono così tese e non dormono da giorni”. Li dirigerà, accompagnandoli al clarinetto, lui, Bencivenga, che per l’occasione ha composto partiture inedite. “E’ un segno del lavoro che stiamo portando avanti: la verticalizzazione degli studi musicali ha finalmente preso piede. La musica dev’essere per tutti e all’interno del curriculum scolastico, iniziando dai più piccoli. Anche perché, se non si dà in mano uno strumento ai bambini, il talento non verrà mai fuori e resterà nascosto”.
Il Festival ha anche importanti ricadute turistiche. “I ragazzi e i loro accompagnatori porteranno a casa il ricordo di luoghi meravigliosi, e finora poco conosciuti ai loro occhi, come la nostra piazza, la Cattedrale, il Ponchielli, il Museo del Violino, le botteghe liutarie”. Domanda inevitabile: ci sarà la seconda edizione? “Bisogna partire dal basso, dalla sensibilizzazione dei più giovani, è questo il nodo, il segreto del successo del Festival. Cremona, con questo esperimento unico nel suo genere, sta facendo da apripista, da faro. Cremona che vuole essere città della musica non può perdere l’opportunità di continuare ad ospitare il Festival. Tutti chiedono di portarlo avanti. Il Comune dovrà avere un ruolo centrale nella macchina organizzativa. Cremona, se fa sistema, ce la può fare. Ne sono convinto, davvero”.

Il direttore artistico Bencivenga durante una delle esibizioni del Festival (Ph. Salvo Liuzzi)
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